Torino, una stagione a risalire quell’affannosa china
- domenica, 9 maggio 2010
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La vittoria di Modena contro il Sassuolo è l’ennesimo frutto del cuore Toro. Una sensazione, quella del cuore Toro, che solo chi respira l’ambiente e veste quella maglia può capire. Indossare quella maglia, ammette qualche ex giocatore, ti dà una carica speciale, difficile da spiegare: questo è in sostanza il cuore Toro. Lo sanno bene i suoi calciatori, che quest’anno sono arrivati all’apice e poi hanno conosciuto il baratro così, nel giro di poche settimane, rendendo questa stagione atipica e difficile da giudicare.
L’obiettivo era e resta la Serie A senza ombra di dubbio, gli investimenti fatti per allestire la squadra sono superiori anche ad alcune compagini della massima categoria. Dopo un inizio scoppiettante in cui sembrava che questo Toro avrebbe ammazzato il campionato, ecco materializzarsi l’incubo: i granata inanellano un filotto di sconfitte e pareggi e la Serie A si allontana. Sconfitte pesanti, confusione tattica, risultati deludenti e gare imbarazzanti (su tutte Torino-Crotone, in cui gli uomini di Colantuono subiscono due gol inverosimili). Inverno tremendo con la squadra e la società duramente contestati a più riprese; presidente contestato dallo stadio intero e costretto a mettere in vendita la società, giocatori contestati dagli spalti e in allenamento. Si giunge all’acme con l’aggressione di alcuni calciatori da parte di ignoti. Nel mezzo della burrasca, il cambio di allenatore il 29 Novembre; staffetta Colantuono-Beretta che non porta i risultati sperati e rientro dopo poche gare di Colantuono. Poi, improvvisamente il cuore Toro viene fuori e i granata vincono consecutivamente un bel numero di gare: dopo mesi grigi la squadra torna in corsa per il campionato. Certo, il primo posto ormai era compromesso ma tant’è, l’obiettivo della Serie A è sempre raggiungibile.
L’affannosa china continua ad essere risalita più e più volte perché questa squadra riesce a complicarsi maledettamente le cose sul più bello; la vittoria sul campo ostico del Sassuolo è il segno evidente che questo Torino ha tutte le potenzialità per centrare il suo obiettivo. Queste ultime tre giornate ci diranno se il segno verrà inseguito nei play-off o magari attraverso la porta principale.
Andrea Piccolo

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