A SUON DI MUSICA: Victor Valdes – Stop and stare
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domenica, maggio 2nd, 2010

Victor Valdes
Protagonista della nostra rubrica “A suon di musica” questa volta non un “vincente” ma un “vinto”, solo nella vita calcistica, intendiamoci, il cui nome corrisponde a Victor Valdes, portiere di una delle squadra più gettonate dell’Europa e del Mondo, il Barcellona. Palcoscenico da cui abbiamo presto l’”attore”: stadio Camp Nou; giorno: 28 Aprile 2010; arena: semifinale di Champions League tra la squadra blaugrana e l’Inter; chiave di volta: Josè Mourinho.
Una partita tra le più “calde” nella storia della coppa Europea per squadre di club, uno stadio al limite della capienza con 90mila spettatori presenti, di cui solo 5mila italiani. Un’atmosfera da brividi prima ancora che la partita avesse inizio. Rivelazioni, interviste dei giocatori del Barcellona infuocavano l’ambiente già teso della sfida, magliette stampate apposta per l’occasione con scritto “Venderemo cara la pelle”, e dichiarazioni che parlavano chiaro: “Gli interisti odieranno il calcio”, un modo gentile per dire di arrendersi prima ancora di giocare. Strano ma vero che una squadra con un grandissimo livello tattico e tanta forza nei suoi giocatori si perda in certe situazioni, pensando solo all’avversario e non a sé stessa. D’altronde aveva anche tutto l’ambiente nazionale a sostenerla, per non dire anche quello internazionale, a partire dai romanisti per finire ai milanisti e juventini. E invece ha preferito “fasciarsi” la testa prima di cadere.
Il Bercellona domina la partita ma non riesce nell’impresa di ribaltare il punteggio dell’andata (a dire il vero c’era riuscita la l’arbitro ha vanificato il tutto annullando un gol regolare a Bojan al 92’). Al triplice fischio finale dell’arbitro tutto il popolo interista può esultare per una finale che mancava da ben 38 lunghissimi anni. Mourinho corre ad esultare verso il piccolo spicchio nero-azzurro con il dito rivolto verso l’alto. Qualcuno però, Victor Valdes, ha dovuto e voluto rovinargli la festa, prendendolo per il collo, quasi per supplicarlo di non offendere la sua gente. Calciatore calmo quanto umile non ha sopportato il gesto dello Special One e poco ci è mancato che non scoppiasse una rissa in campo. Particolare il gesto del portiere. Non era mai capitato prima a Victor di difendere in quel modo i tifosi blaugrana, anzi aveva spesso avuto a che fare con loro in maniera negativa, tanto da portarlo ad ammette che non voleva sentir parlare bene o male di se stesso, dicendo: “Non sto bene se parlano troppo bene di me”.
Il suo stato d’animo attuale si può riassumere in una canzone dei One Repubblic, “Stop and stare”: “il mio cuore sembra da un’altra parte ma è qui, me ne sto da solo (…), mani pronte, prendi la ruota, è ora di fare il mio ultimo appello… per questa mia vita”, ne siamo certi, questo sarà per lui una delle esperienze da conservare per crescere e non ripetere gli stessi errori. “Fermati e fissa, inizi a chiederti perchè sei qui, non là, e daresti tutto per prendere ciò che è giusto, ma non è giusto quello che ti serve davvero”, frase esplicativa per lui. Questa volta ciò che avrebbe voluto prendere non sarebbe coinciso con la realtà dei fatti e il suo desiderio: giocare la finale del trofeo più ambito. Certamente si sarà chiesto il perché di questa ingiustizia, ma la risposta gliela potrà dare solo quello strano sport che è il calcio e la sua passione per questo gioco tanto meraviglioso quanto sorprendente e severo!
Elisabetta Scarnera

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