CALCIO | La favola del Deportivo Mirandes: club di terza divisione che sogna la finale della Coppa del Re
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martedì, gennaio 31st, 2012

Pablo Infante (REUTERS)
“Miranda, Miranda, por ti luchamos con ilusión”, per te lottiamo con illusione, recitava Gregorio Solabarrieta compositore spagnolo, nell’inno ufficiale del Mirandés squadra di Segunda División B, e d’illusione si sta cibando l’intera cittadina di Miranda de Ebro, comune di meno di 40 mila abitanti in provincia di Burgos ma soprattutto abituato a sopravvivere nelle serie minori. La favola del Club Deportivo Mirandés in Copa del Rey ha dello straordinario.
Los Jabatos, nonostante stiano attualmente disputando il campionato di terza divisione (corrispondente alla prima divisione di Lega Pro italiana, ex-serie C1), sono riusciti nell’impresa di eliminare tre formazioni di Liga: Villarreal, Racing Santander ed Espanyol in turni a eliminazione diretta con la formula della doppia sfida, come solo il Numancia nella stagione 1995/96 riuscì a fare, ma che fu poi eliminato ai quarti di finale. Entrano così nella storia per l’ingresso principale, diventando la terza squadra di sempre di terza categoria a raggiungere le semifinali della competizione dopo il CD Logroño nel 1930/31 e il Figueres nel 2001/02.
E pensare che di velleità di gloria il Mirandés non ne ha mai avute. Nato nel 1927 dalla fusione di quattro società cittadine (curiosa analogia con l’as Roma), ha disputato 50 delle 63 stagioni della sua storia in quarta categoria fino ad arrivare al campionato regionale, lasciato soltanto nel 1997. Inutile soffermarsi sulla totale assenza nel suo curriculum della Segunda División, dove invece ha allenato Carlos Pouso, attuale guida tecnica dei rojillos. Perfino lo stadio, il modesto Anduva, può contare su una capienza massima di circa 6 mila spettatori, motivo per il quale molti dei comuni adiacenti si sono suggeriti come partnership per ospitare la semifinale in una struttura più capiente, proposta gentilmente declinata dal club che ha fatto sapere tramite il suo sito-web di voler continuare a confidare nel suo fortino che per l’occasione verrà arredato di una impalcatura occasionale in grado di garantire altri 1.700 posti.
Eppure la strada che ha condotto i ragazzi di Carlos Pouso alla storica semifinale che (fortunatamente) li vedrà contro l’Athletic Club di Bilbao (e non contro Valencia o Barcellona), non è stata affatto tutta in discesa. A fine agosto la vittoria di misura sul campo dell’Amorebieta, che ha spianato il sentiero per i successi casalinghi con Linense e UD Logroñés, poi il Villarreal di Garrido capitombolato al Madrigal (0-2) e l’ennesimo successo all’Anduva contro il Racing preludio della qualificazione ai quarti. Contro l’Espanyol l’illusione che la semifinale sia cosa fatta è grande e immediata: al Cornellà-El Prat di Barcellona, los Jabotos si portano in vantaggio al 27’ con Alain Arroyo e al 78’ Pablo Infante raddoppia per chiudere i conti. Ma nel giro di cinque minuti i padroni di casa vanno in gol tre volte infrangendo l’imbattibilità e il sogno della piccola Cenerentola, è 3-2. La storia è ancora da scrivere. A Miranda de Ebro la faccenda si complica quando al 46’ Rui Fonte gonfia la rete per i periquitos ma il solito Pablo Infante riporta il risultato sul pareggio al 58’ con un destro dalla distanza che rimbalza a terra, tocca il palo e si insacca. Da lì in poi è un assedio alla porta dell’Espanyol, finché al 92’ la punizione dalla sinistra per i rojillos induce perfino il portiere a correre nell’area di rigore avversaria. Lo spiovente (del solito Infante) è corretto in rete dal difensore César Caneda, classe ’78, che manda i suoi al settimo cielo in una serata che mai avrebbe potuto immaginare di riuscire a vivere. Mirandés in semifinale.
Il che significa che tra la favola e il miracolo c’è rimasto solo l’Athletic. Raggiungere la finale di Copa del Rey sarebbe già un traguardo per il piccolo club della comunità autonoma di Castilla y León, che potrebbe andarsi a giocare, oltre al prestigio della conquista del primo treofeo, anche la doppia sfida di Supercopa spagnola in estate e inoltre accederebbe già di diritto al tabellone di Europa League 2012/13, visto che difficilmente Valencia o Barcellona rimarranno escluse dai piani alti della classifica. La storia è ancora da scrivere.
Mihai Vidroiu

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