CALCIO | Tocco di prima e sfondamento per vie centrali: i segreti del Borussia Mönchengladbach
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martedì, gennaio 24th, 2012

Marco Reus
Per un attimo ci è parsa l’impressione di esser tornati negli anni settanta, quando la Bundesliga era faccenda esclusiva di Bayern Monaco e Borussia Mönchengladbach. A quel tempo Jupp Heynckes era l’attaccante simbolo della Fohlen-Elf (letteralmente “squadra dei puledri”), nome con cui viene soprannominata la corazzata del Basso Reno che visse un decennio di grandi glorie nazionali ed europee, e con la quale terminò una lunghissima carriera di successi a suon di gol.
Oggi le cose sono alquanto cambiate, l’esperto Osram è alla guida dei bavaresi che continuano a dominare in Germania, mentre il M’Gladbach è riuscito a mantenere il diritto di partecipare alla massima serie solo dopo uno spareggio-salvezza vinto contro il Bochum, ed è ormai esiliato dall’élite teutonica da oltre un quarto di secolo. Nonostante le premesse però, la squadra di Lucien Favre sta dando prova di poter disputare un campionato ai massimi livelli, attualmente in lotta per il titolo e comunque in odor di ritorno in Europa, grazie a un gioco veloce e offensivo basato sul fraseggio rapido e sul dinamismo. Il tecnico svizzero è ormai famoso per la mentalità che trasmette alla sue squadre, sempre improntate a un calcio ragionato, ricco di triangolazioni, cambi di gioco e geometrie filtranti, che può curiosamente ricordare quello di Luciano Spalletti, ma anche ordinato da una lucida disamina tattica della fase difensiva, necessaria in incontri ostici come quello di venerdì scorso contro il Bayern Monaco.
Dopo l’impresa dell’andata in cui il Borussia aveva espugnato al debutto il campo dei bavaresi, gli uomini di Favre hanno saputo ripetersi disputando una gara ai limiti della perfezione conclusasi con un terrificante 3-1, e riuscendo a raccogliere sei punti contro la capolista come non accadeva da oltre 15 anni. Una difesa magistrale, con una linea altissima che ha indotto al fuorigioco per ben sette volte gli avversari, abbinata a una serie di ripartenze fulminee hanno permesso ai padroni di casa di perforare la difesa del Bayern Monaco, come un pugile attento a non abbassare mai la guardia per poter poi sferrare il colpo decisivo nel momento giusto. Il dato dei 14 cross effettuati dagli ospiti contro i soli due dei renani, è un altro dato rilevante della difficoltà che la squadra di Heynckes ha trovato per scavalcare la linea Gustav.
Oggi al posto del Bökelbergstadion, che ha ospitato M’Gladbach-Bayern Monaco ai vertici della classifica innumerevoli volte, c’è il modernissimo Borussia-Park che di notti magiche come questa ne ha vissute veramente poche. Non ci sono più Allan Simonsen, Ulrich Stielike e Jupp Heynckes a infiammare la piazza, bensì nuovi giovani talenti in piena regola con la linea politica del club e con le capacità di Favre, che lanciò a suo tempo nel campionato svizzero molte promesse quali Džemaili, Von Bergen, Abdi e Inler, ben noti in Italia. Fra tutti si distingue Marco Reus, detto “Rote Rakete” (razzo rosso) per via della sua rapidità e del capello chiaro, trequartista 22enne dalle spiccate capacità tecniche e atletiche che sta facendo innamorare mezza Germania, ma che di fatto è già un calciatore del Borussia Dortmund (lo ha acquistato a inizio mese a 17,5 milioni di euro per giugno prossimo). Vi è poi anche l’ala destra Patrick Herrmann, autore della doppietta ai bavaresi, che ha soli 20 anni ma che è oramai uno dei titolari inamovibili del Mönchengladbach, assieme al mediano Roman Neustädter, classe ’88, anch’egli già acquistato a parametro zero dallo Schalke 04 per cui giocherà dalla prossima estate. Ma anche altri elementi di valore che possono disporre di maggiore esperienza al servizio della squadra, quali l’affidabile centrale difensivo Dante di nazionalità brasiliana, vera colonna portante della difesa e l’ultratrentenne Juan Arango, storico centrocampista venezuelano con trascorsi al Mallorca.
Nel 4-2-3-1 di Lucien Favre non c’è spazio per due terzini fluidificanti, che devono invece spesso pensare alla fase difensiva come due bracci di una bilancia equilibrata, la manovra è spesso legata alle ripartenze e all’estro di Reus, coadiuvato dal triangolo di calciatori offensivi che gli ruota attorno: Herrmann, Arango e Hanke. Il segreto dei puledri è racchiuso in due concetti fondamentali: il tocco di prima, in grado di anticipare le contromosse avversarie, e lo sfondamento per vie centrali, punto di forza della squadra e zona nevralgica del campo per trovare subito la porta. Questa armonia tra i reparti è saggiamente soppesata dalla posizione dei due mediani d’interdizione che sanno schiacciarsi o allungarsi a seconda della fase dell’incontro. Così il Borussia ha saputo risollevarsi da una situazione delicata nella passata stagione quando il tecnico svizzero rilevò nel febbraio il suo predecessore Frontzeck, che aveva portato il M’Gladbach all’ultimo posto con soli 16 punti in 22 giornate. E adesso si vedono i risultati, a partire dalla salvezza conquistata in estate, passando per l’impresa di Monaco e per il devastante 5-0 al Werder Brema il 19 novembre scorso, in cui Reus si rese protagonista con una tripletta da capogiro.
Dove possa arrivare questa squadra è difficile dirlo, soprattutto per l’agguerritissima concorrenza che ha in Bayern Monaco, Borussia Dortmund e Schalke 04 i maggiori interpreti e per l’inesperienza con cui una compagine come quella renana (non) possa farsi largo. Certamente per chi pensava in una tranquilla salvezza, la buona notizia è che questa volta la qualificazione in Europa è un obiettivo alla portata della squadra del Basso Reno.
Mihai Vidroiu

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