Ciak, si cambia

Aurelio De Laurentiis

Aurelio De Laurentiis

Ha proprio perso la pazienza il presidente del Napoli Aurelio De Laurentiis e alla fine è esploso come un vulcano, con le conseguenze che un’esplosione può provocare. Non ne poteva più il patron del Napoli di vedere la sua creatura senza un’identità, giocare un calcio brutto e senza idee. Lui che di idee se ne intende, basti pensare a come aveva presentato la squadra 2009-10 alla stampa, tra suspanse ed effetti speciali come fosse un film cinematografico. Proprio per questo non si sarebbe mai aspettando che i suoi sacrifici economici non avrebbero portato quelle migliorie ad una squadra che era solo da puntellare. Tanti, tanti soldi, erano stati spesi in estate, forse anche troppi, messi a disposizione del direttore generale Pierpaolo Marino per far arrivare all’ombra del Vesuvio gente di talento come, primo fra tutti, l’attaccante Fabio Quagliarella, poi il centrocampista Cigarini, il promettente terzino Zuniga, il difensore centrale Campagnaro e il portiere De Sanctis che si sono andati ad aggiungere ai già presenti Lavezzi, Hamsik, Maggio e Paolo Cannavaro. Sognava il dream-team il presidente e lo aveva consegnato nelle mani di Roberto Donadoni, chiamato a far dimenticare la bruttissima seconda parte di campionato della stagione scorsa.

LA SVOLTA – Aveva esordito con una buona prova, pur perdendo contro il Palermo, il nuovo Napoli in campionato, seguita dalla vittoria che aveva fatto esaltare i tifosi contro il Livorno, con la doppietta di Quagliarella. Poi però è calato il buio totale: sconfitta per 4-1 dal Genoa, pareggio interno senza reti con l’Udinese e nuova sconfitta per 3-1 contro l’Inter. La partita successiva, contro il Siena, è stata determinante per le scelte di De Laurentiis. Dopo il primo tempo sconcertante dei napoletani, il presidente non ci ha visto più ed è sceso negli spogliatoi a scuotere la squadra. Al fischio finale il Napoli otteneva la vittoria ma nella testa di De Laurentiis era ormai tutto chiaro, bisognava rivoluzionare: via subito il dg Marino, che con il suo lavoro aveva riportato il Napoli in serie A nel giro di tre anni. Era il 2004 quando De Laurentiis rilevò il club dopo il fallimento e si affidò a Marino per gestire in toto la società. Il presidente negli ultimi mesi aveva chiesto una gestione più corale, con la nomina di un direttore sportivo e di un gruppo di osservatori per andare a caccia di giovani. Queste sarebbero state le colpe di Marino, chiudersi solitariamente nel suo ruolo di unico amministratore del club. Il rapporto negli ultimi giorni si era inclinato irrimediabilmente fino ad arrivare alla rottura definitiva di domenica. Per colmare il vuoto lasciato da Marino è il pole Gian Paolo Montali, ex ct della Nazionale italiana di pallavolo e consigliere d’amministrazione della Juventus, ma si fanno anche i nomi di Roberto Zanzi e Manuel Gerolin. Più affascinante la pista che porta a Salvatore Bagni, ex bandiera del Napoli.

LA PANCHINA – Nelle intenzioni di De Laurentiis c’era anche un cambio anche in panchina ma per il momento Donadoni rimane alla guida della squadra. La sensazione è però che non si dovrà aspettare molto per assistere ad un altro licenziamento. Dunque anche per Donadoni i gettoni a disposizione si sono esauriti e ed un minimo passo falso potrebbe segnare la fine del rapporto con il Napoli. Intanto Delio Rossi, ex Lazio, e Walter Mazzarri, ex Sampdoria, si stanno già riscaldando in attesa di entrare in scena nel nuovo colossal di De Laurentiis.

Gaetano Alfano

Chiudi
Diventa Redattore!
Vuoi scrivere per Noi ?
@Contattaci...
Copyright © 2012 Stadio Sport. Tutti i diritti riservati. - Privacy Policy
SEO by Seowebbs.com - P.Iva 04278590759 - Creazione siti web by Lorem Studio