CALCIO | Champions League, Italia regina d’Europa: 3 su 3, meglio di Spagna, Inghilterra e Germania
427 visite
giovedì, dicembre 8th, 2011
E ora vedremo chi avrà il coraggio di chiamarla ancora Italietta. Bistrattato, criticato, abbandonato, snobbato: negli scorsi anni, gli aggettivi per indicare il declino della Serie A italiana si sono sprecati. Una volta era il campionato più bello del mondo, con squadre mostruose che annoveravano tra le proprie fila campionissimi del gioco del pallone. Il calcio made in Italy era un modello da esportare, un esempio di come esprimere arte attraverso il semplice dare due calci ad un pallone e in cui il Milan di Sacchi brillava di luce propria, ammaliando l’Europa pallonara, ammirata da quella macchina perfetta e vincente; senza dimenticare la Juventus di Lippi, la splendida Sampdoria del duo meraviglia Mancini-Vialli, il Milan degli invincibili di Fabio Capello.
Era un’Italia che contava quella, un movimento calcistico che includeva formazioni che incutevano rispetto e timore, un marchio di fabbrica patriottico. Da un po’ di anni, invece, vuoi per le note vicende legate a Calciopoli, vuoi per regimi finanziari sfavorevoli, vuoi perché i cicli sono fatti così, le formazioni italiane in coppa, Champions compresa, erano state messe in riga da quelle nazioni, Spagna e Inghilterra in primis, condite da uno spruzzo di Germania, che, nel tempo, avevano raccolto l’eredità di quell’Italia che era stata e che eliminazione dopo l’altra ha visto ridurre il numero di partecipanti alla massima competizione per club da quattro team a tre. Che smacco, si direbbe.
Ebbene, con la qualificazione agli ottavi di finale di coppa Campioni del Napoli, è diventato lecito dirlo: l’Italia, almeno quella pallonara, s’è desta. E sì che, in realtà, il Milan di Ancelotti e l’Inter triplete di Mourinho avevano riportato la coppa dalle grandi orecchie sul suolo italiano, tuttavia quelle vittorie erano state delle scorribande isolate, azioni di filibustieri che si erano avventurati alla ricerca del tesoro da soli e avevano avuto il coraggio e il merito di trovarlo. Questa volta, invece, tre su tre: Milan, Inter e, appunto, Napoli. La missione è compiuta, l’onore è salvo. Tre italiane qualificate alla seconda fase della manifestazione, nessuno come noi per numero e critiche rimandate a chi voleva fare i professori e invece se ne torna a casa con la faccia dietro la lavagna.
Grazie rossoneri, grazie nerazzurri, grazie partenopei: che soddisfazione superare una volta tanto la spocchia fastidiosa degli spagnoli, i soldi arabi e a stelle e strisce degli inglesi, i tedeschi che ci hanno declassati. Che bello. Ora però viene il difficile: Milan e Napoli, qualificatesi come seconde nei rispettivi gruppi, già fanno scongiuri e macumbe, sperando di fare a fine febbraio una gita a Cipro, in casa dell’Apoel o a Lisbona, sponda Benfica. Per il resto, sarebbe dura con tutte le altre prime dei gironi, durissima col Real Madrid.
Tuttavia, se la Spagna ne ha 2, di qualificate s’intende, Inghilterra 2, con Manchester calcistica messa in ginocchio, Germania 2, Francia 2, Russia 2, Svizzera, Cipro e Portogallo 1, e l’Italia 3 (su 3) qualcosina pur significherà. Speriamo nella buona sorte dell’urna il prossimo 16 dicembre e in accoppiamenti quanto meno alla portata delle nostre formazioni, ma, come si dice in questi casi, se si vuole andare prima o poi bisognerà affrontarle tutte, o quasi. In bocca al lupo triplete italiano e grazie ancora. Sì, questa volta è la Serie A a farla da padrona, o almeno di nuovo.
Michele Pannozzo

Calcio
Formula 1
MotoGP
Basket