UN GIOCATORE, UN MITO | Angelo Di Livio, ma quale soldatino?
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martedì, dicembre 6th, 2011

Angelo Di Livio
Angelo Di Livio, semplicemente “soldatino”. Nasce a Roma nel Luglio del 1966, nel quartiere della bufalotta, dove correrà sulla fascia destra del campetto “fangoso” del quartiere capitolino fino a 15 anni, quando passerà nelle trafile giovanili della Roma.
Un semplice marinaio per la sua nave, un aiuto cuoco del più grande masterchef, un Portos nei 4 moschettieri, Sancho Panza nel Cyrano de Bergerac, questo era soldatino Di Livio, non l’ingrediente principale, non l’attore primario con i riflettori puntati solo su di lui, ma in qualsiasi caso, in qualsiasi condizione, in qualsiasi momento, “Soldatino” ci doveva essere.
Basta pensare alla Juventus di Marcello Lippi, con la quale Di Livio ha vinto di tutto (3 campionati, 1 coppa Italia, 2 Supercoppe italiane, 1 Champions league, 1 supercoppa Uefa, 1 supercoppa Intercontinentale), di più non si poteva. Tra le stelle luminose di Vialli, Del Piero, Ravanelli, Baggio, Peruzzi, c’era senza dubbio anche quella del numero 7 per eccellenza, Angelo Di Livio, che ha sgroppato ininterrottamente sulla fascia bianconera per ben 186 volte, segnando 3 reti, dal 1993 al 1999 (memorabile la sua esultanza nella vittoria della Champions League contro l’Ajax, saltellando con bandana in testa e solamente in mutande senza pantaloncini da gioco).
Se la Juve è nel cuore di Di Livio, e Di Livio è nel cuore della Juve (anche se quel passaggio in modalità “scaricamento” dopo un lungo fidanzamento dalla Juve alla Fiorentina, ha lasciato un forte rammarico ad Angelo Di Livio), altre squadre come Reggiana, Perugia, Padova e in particolare Fiorentina (con la quale ha vinto 1 coppa Italia, collezionando 169 presenze, dal 1999 al 2005) hanno completato il ricco palmares del Soldatino nazionale.
La maglia azzurra e l’inno di Mameli hanno inorgoglito il piccolo laterale ex Juventus per ben 40 volte, giocando fino alla finale dell’Europeo del 2000 e quel maledetto mondiale coreano del 2002, partecipando in prima fila, direttamente sul campo, alla folle nottata dell’arbitro Byron Moreno (chi se la scorda più).
Tanta corsa e sacrificio, gregario per eccellenza, ma questo soldatino è stato anche ben altro, qualità, tatticismo e corsa da centometrista, insomma un “Soldatino”che finalmente si merita la prima fila nei saluti finali della sua spettacolare carriera.
Attualmente Angelo Di Livio è opinionista Sky e osservatore per conto della nazionale giuoco calcio.
Alberto Fumagalli

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