CALCIO | Inter allo sbando, rifondazione subito
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lunedì, dicembre 5th, 2011

Giampaolo Pazzini
Per ritrovarla così in basso dobbiamo tornare indietro negli anni. Forse nei lustri. L’Inter, signori, non c’è più. Quel che ne resta è un cumulo di macerie derivanti dal triplete, ormai lontano diciannove mesi. Dal 22 maggio 2010 ad oggi, l’involuzione è stata lenta ma implacabile. Prima l’addio di Mourinho, poi la complessa era Benitez, quindi l’avvento di Leonardo, per chiudere col disastro Gasperini ed la “cura” Ranieri. Un processo di guarigione, a dir la verità, fin qui deludente. Il mago di Testaccio era l’unico uomo in grado (almeno in teoria) di restituire un’identità e stimoli importanti al gruppo. Niente, nada de nada, non c’è verso. L’Inter attuale è un cimitero d’elefanti, costituito da grandi nomi e illustri firme, ormai a corto di gas e voglia di vincere.
Del resto, cosa si può chiedere di più ad una squadra che negli ultimi 24 mesi ha vinto sei trofei e che da sette anni chiude ogni stagione con almeno un trionfo all’attivo? Risposta: poco. L’Inter non ha più nulla da dire, dopo aver già detto tutto. Resta qualche guizzo, lampi isolati di campioni stagionati. Ma se, come in questo periodo, vengono a mancare le due uniche pedine in grado di estrarre dal clindro giocate lussuose (Maicon e Sneijder), il baratro diventa l’unica possibile destinazione. Persino Ranieri appare spento. Non è il feroce e gagliardo condottiero già efficace ai tempi di Parma, Torino (sponda Juve) e Roma. Lui per primo, ha capito quanto sia arduo rimettere in carreggiata un veicolo dal motore logoro.
Parola d’ordine? Rifondazione. L’unica via dinanzi al capolinea. Tra gennaio e giugno, Moratti e Branca dovranno armarsi di idee e buona volontà, stravolgendo l’ossatura della rosa. Dei titolari attuali, gli unici ancora in grado di partecipare in prima linea al progetto sono Julio Cesar e i già citati Maicon e Sneijder (offerte dall’estero permettendo). Incerto il destino degli altri senatori (Samuél, Lucio, Chivu, Stankovic, Cambiasso, Thiago Motta, Zanetti, Milito): molti andranno accompagnati all’uscita, i restanti potranno far parte del roster ma non più da titolari indiscussi. I “giovani” da confermare? Certamente Ranocchia, forse Pazzini. Per il resto, tanti dubbi e molteplici incognite: da Jonathan a Nagatomo, passando per Zarate, Obi, Coutinho, Castaignos e Ricky Alvarez. Svariati oggetti misteriosi a caccia di credibilità.
Infine, gli acquisti. Il Moratti “vecchi tempi” non si farebbe scrupoli: milioni a profusione e organico rinnovato a suon d’innesti galattici. Ma oggi siamo nell’era del fair play finanziario, le spese roboanti non sono più consentite (o meglio, “consigliate”), se non a fronte d’incassi iperbolici. Dunque, ci vorrà la massima arguzia nelle scelte e soprattutto competenza, al fine di reperire sul mercato giovani già pronti e forti. Non punti interrogativi alla Alvarez, tanto per intenderci. Un difensore centrale, un terzino sinistro, due centrocampisti di muscoli e qualità, un grande attaccante. Di nomi se ne fanno tanti, già da tempo. I tifosi ora pretendono i fatti. All’inevitabile crepuscolo della grande Inter dovrà seguire la nascita di un nuovo progetto. Possibilmente vincente.
Alessio Nardo

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