CALCIO | Europei 2012, favorite e sfavorite a sette mesi dal via
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giovedì, novembre 17th, 2011
Sette mesi al via, il countdown è iniziato. Venerdì 8 giugno, allo stadio “Narodowy” di Varsavia, scatterà ufficialmente la quattordicesima edizione dei campionati europei di calcio. Sedici protagoniste, un sottilissimo equilibrio e tante potenziali sfide da urlo. I verdetti finali degli spareggi di metà novembre ci hanno consegnato la lista definitiva delle partecipanti. Le sette grandi storiche ci sono tutte, poi le due nazioni ospitanti (Polonia e Ucraina) ed altre sette outsider di lusso. Prossima tappa? I sorteggi di Kiev del 2 dicembre, utili a stabilire la composizione dei quattro gruppi. L’Italia, inserita in seconda fascia, incontrerà certamente uno dei due paesi “padroni di casa” oppure una tra Spagna e Olanda, finaliste del mondiale sudafricano. Gli altri incroci a “rischio” sono con Portogallo e Francia, inserite rispettivamente in terza e quarta fascia. Fascino, rispetto ma al contempo nessuna paura. Gli azzurri, a quasi 44 anni dal primo (ed unico) successo europeo del 1968, annusano la grande impresa. Un’impresa possibile.
LE FAVORITE – L’Italia, appunto. Sì, è il caso di tornare a puntare forte sugli azzurri, dopo cinque anni di sole delusioni. Non avremo il miglior organico del lotto, ma porteremo in dote la tradizione e la miglior qualità a nostra disposizione: il collettivo. Ricordate il mondiale tedesco? Nessuno era disposto a puntare un solo centesimo sul trionfo azzurro, ma la compattezza del gruppo ebbe la meglio su ogni perplessità. Prandelli, aldilà di scelte tecniche logiche e di buon senso, ha trasmesso ai suoi carica e voglia di vincere. Solo tre le sconfitte (peraltro tutte conseguite in gare amichevoli) nel suo anno e mezzo di gestione. C’è margine per sperare e sognare, avversarie permettendo.
La Spagna di Del Bosque va inserita di diritto in pole position. Tuttavia, il doppio successo consecutivo tra Euro 2008 e Sudafrica 2010 potrebbe aver “saziato” i palati fini delle Furie Rosse. Il gruppo, in sostanza, è sempre lo stesso. Poche novità, forse pochi gli stimoli. La Spagna rischia di ripetere l’epico flop della Francia (trionfatrice ai mondiali del ’98 e agli europei del 2000) in Corea e Giappone. Più un auspicio (da italiani), che una previsione. Stavolta, l’autentica favorita sembra esser la Germania. Joachim Low sta svolgendo un lavoro eccellente da un lustro a questa parte. La squadra è un ideale mix tra vecchi volponi e giovani rampanti. Dopo tanti piazzamenti (due terzi posti mondiali ed un secondo continentale), è arrivato il momento di vincere. E in Polonia, Klose e Podolski annuseranno il dolce e rinfrancante profumo delle proprie origini.
Complessivamente piace l’organico dell’Olanda, nonostante i tre schiaffi rimediati in amichevole dalla Germania. Anche Van Marwijk, come Low, ha lavorato bene, ricostruendo le fondamenta del gruppo con la preziosa conservazione di qualche leader storico. Il problema degli orange è esser costantemente appesi all’ispirazione di Robben, Sneijder e Van Persie. Campioni che non sempre offrono garanzie sul piano della tenuta psicofisica. Una delle nazionali più attese è l’Inghilterra di Capello (priva per squalifica di Rooney nelle tre partite del girone), reduce dal fallimento sudafricano. Intriganti prospettive per Portogallo (Cristiano Ronaldo, spesso vittima del medesimo complesso di Messi con l’Argentina, deve iniziare a fare la differenza anche in nazionale) e Francia (squadra piena di talento, rimodellata molto bene da Laurent Blanc dopo i disastri autografati Domenech).
LE OUTSIDER – Partiamo dai due paesi ospitanti. Organizzare un evento di tale importanza è sempre un grande orgoglio, ma far bella figura sul campo è tutto un altro discorso. Quattro anni fa, le ambizioni sportive di Austria e Svizzera si spensero ancor prima di nascere. Il compito che spetta a Polonia e Ucraina è durissimo, quasi improbo. La nazionale di Smuda (che inaugurerà la manifestazione a Varsavia) vista all’opera contro l’Italia ha assai deluso. Poco talento, poca qualità. L’Ucraina guidata dall’ex Pallone d’Oro Oleg Blochin può ambire a qualcosa in più, ma Euro 2012 ha più il sapore della passerella finale per Andriy Shevchenko, 35 anni, icona nazionale e capitano, giunto ormai al termine di una lunga e prestigiosa carriera.
Occhio a due outsider “fastidiosissime”: la Russia dell’olandese Advocaat, forte di un roster solido e pieno di talento (ci si attende molto dal 21enne Dzagoev e dalle colonne Akinfeev, Zhirkov, Arshavin e Pavlyuchenko), e la Croazia di Slaven Bilic, capace di sbranare per 3-0 la Turchia di Guus Hiddink ad Istanbul nello spareggio d’andata. Qualche lampo di pura magia è atteso anche da Zlatan Ibrahimovic, leader e fuoriclasse della Svezia, mentre sarà durissima per la Grecia (orfana di Rehhagel e con il portoghese Santos in panchina) ripetere il “miracolo” 2004. Ancor più ostico il percorso di Danimarca, Repubblica Ceca ed Irlanda. Noi, in ogni caso, oltre all’Italia di Prandelli, sapremo già per chi tifare. Forza Trap.
Alessio Nardo

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