La 34^ di Serie A tra paradiso e inferno
- lunedì, 19 aprile 2010
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In paradiso: Roma, strategia d’impresa

Totti-Ranieri
Per la terza edizione consecutiva, in paradiso ci finisce la Roma. Ma più che la Roma, più che Ranieri, stavolta, premiamo la capacità di osare (e di azzeccare) la mossa vincente da parte di allenatori strategicamente eccellenti, proprio come il buon Claudio. Strappare il cuore della Lupa alla Lupa significa avere un fegato così: Totti e De Rossi sono sclerotici e invasati, nocivi e scorbutici, e allora fuori senza troppi crismi, dentro Taddei e Menez per raddrizzare un derby in salita. Il primo viene atterrato in area e procura il rigore del pari, il secondo viene atterrato al limite e procura il rigore del definitivo vantaggio. Tutto secondo un copione cambiato in corsa, perché la Roma non poteva arrestarsi proprio sul più bello. A fine gara esultano anche i due esclusi, il capitano e il suo vice, con Francé che mostra i pollici bassi. I laziali non la prendono bene, Reja addirittura vuole che gli vengano inflitti dieci turni sabbatici, Baronio nega di aver stuzzicato Totti a inizio partita. Sono screzi post derby, nulla in confronto alla violenza imbecille che si è scatenata oltre gli spalti. Meglio guardare al paradiso giallorosso. Dove Ranieri vuole salire continuando a osare, se necessario.
All’inferno: Livorno, il meglio gettato al vento
Se vendi i due fiori all’occhiello, Diamanti e Candreva, non puoi pretendere di essere in zona Uefa. Spinelli ha sbagliato mercato, ha sbagliato con Ruotolo, con Cosmi, e ora sta sbagliando ancora con Ruotolo. Tanti errori di gestione e di interpretazione che si traducono in 52 reti incassate, solo 22 quelle all’attivo, ultimo posto in classifica, Serie B ad un alito. A Verona contro il Chievo il Livorno doveva dare una dimostrazione, se non di forza, quanto meno di volontà, ma la squadra è sembrata svuotata, psicologicamente incollata al suolo per via una di un stagione poco chiara anche negli obiettivi minimi, cioè una salvezza comunque alla portata e gettata al vento fin dalla prima giornata: il gioco è sempre stato fumoso, la tifoseria è in rotta col presidente dalla notte dei tempi, Lucarelli ha la sua età, Tavano non può fare miracoli da solo. Non ci vuole molto per capire che in questo campionato gli amaranto non ci sono mai stati, fisicamente e mentalmente. La Serie B non può che essere una diretta conseguenza, se ti suicidi liberandoti dei tuoi pezzi pregiati.
Joni Scarpolini
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