Leo e l’amore per la patria. Per il futuro Allegri o Van Basten
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sabato, aprile 17th, 2010

Leonardo
Questi ultimi giorni hanno fatto venire a galla un clima di totale confusione in casa Milan legato al futuro di Leonardo, attuale tecnico dei rossoneri. Da un po’ di settimane il brasiliano continua a “dribblare” le domande sul suo futuro e a chi gli chiede se il prossimo anno sarà ancora lui a guidare i rossoneri, Leo risponde che la cosa più importante è il presente. Nella giornata di venerdì 16 aprile si è addirittura sparsa la voce di una sua rescissione del contratto che lo legherebbe al Milan per un’altra stagione. Pronta la smentita della Società e dello stesso Leonardo attraverso un comunicato sul sito ufficiale del Milan: “Queste notizie sono da intendersi totalmente prive di fondamento”. Nessuno però in casa Milan può affermare con certezza che il brasiliano rimarrà anche la prossima stagione.
La verità è che Leonardo si congederà a fine stagione dal Milan; e non c’entrano nulla le voci che dicono che il suo addio sia legato alle critiche del presidente Berlusconi o al mancato arrivo di rinforzi. In realtà Leonardo ha un altro sogno da realizzare, quello di vivere da protagonista l’esperienza di un Mondiale “giocato” in casa. Il Mondiale del 2014, infatti, si disputerà in Brasile e per lui ci sarebbe già pronto un posto nello staff della nazionale brasiliana che gli permetterebbe di lavorare al fianco di Dunga; altra ipotesi è quella di avere un ruolo di rilievo in una commissione organizzativa per i mondiali del 2014.
“Rio de Janeiro è una città meravigliosa eletta poco fa la città più bella del mondo e dopo questa notizia il livello si è alzato ulteriormente. Pensare al Mondiale 2014 e alle Olimpiadi del 2016 in Brasile è una cosa molto positiva anche per l’economia del paese è una grande cosa. Vedere l’emozione di Lula e Pelè, ho seguito la cosa in diretta, è stata davvero una grande emozione come quando fa gol il Milan, una cosa meravigliosa, io non sono felice, di più”. Con queste parole, Leonardo, in una conferenza stampa del 3 ottobre 2009 alla vigilia della gara con l’Atalanta, aveva espresso tutto il suo amore per la sua patria.
Dovrà, quindi, rassegnarsi la dirigenza rossonera che sperava di trovare in Leonardo il nuovo Sacchi o Capello. In realtà Leonardo, in questo suo anno alla guida del Milan non si è mai sentito un vero allenatore. Le sue parole hanno avuto più peso di schemi e tattiche varie. Dal punto di vista tattico ha peccato un po’, bravo ad inventarsi il “4-2 e fantasia” ma meno bravo nei cambi tattici a partita in corso, dettati dalla poca esperienza e dalla paura di far perdere alla squadra quell’equilibrio a lungo cercato. Ha puntato sulle motivazioni, restituendo al calcio un Ronaldinho capace di tornare a fare la differenza in campo. Una stagione che ha del miracoloso se pensiamo che la squadra si è ritrovata a lottare da vicino per lo scudetto, e qui i meriti sono soltanto suoi e di chi lo ha seguito (i giocatori).
Ma chi prenderà il suo posto la prossima stagione. Si parla del duo Tassotti-Galli ma a mio avviso il Milan ha bisogno di ben altro, senza nulla togliere ai due. Faccio due nomi: Massimiliano Allegri, già liberatosi dal Cagliari e in attesa di una chiamata, e Marco Van Basten, figura autoritaria in grado di scuotere per bene l’ambiente.
Gaetano Alfano

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