CALCIO | Sir Roberto Mancini, re di Manchester e del Regno Unito
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martedì, ottobre 25th, 2011

Roberto Mancini
Espugnare l’Old Trafford non è impresa da tutti, ma farlo vincendo per 6-1 è davvero roba da extraterrestri. Eppure l’uomo di cui vogliamo parlare non è un alieno, ma è un italianissimo, precisamente da Jesi, nelle Marche. Stiamo parlando ovviamente di Roberto Mancini, allenatore del Manchester City, capolista in Premier League. Il Mancio allena una squadra fantastica, composta da campioni di livello assoluto, portati in Inghilterra dai petrol-dollari dello sceicco Mansur, ma attentamente scelti dall’allenatore stesso. Silva, Nasri, Dzeko, Balotelli, Aguero sono solo alcuni dei nomi della stellare rosa a disposizione di Mancini, così qualitativamente qualificata da potersi permettere di scaricare giocatori del calibro di Adebayor e, più recentemente, Tevez.
Tutto semplice sembrerebbe, ma, come tante squadre hanno già dimostrato, rosa stellare non è automaticamente sinonimo di vittorie. Mancini ha preso in mano il City nel dicembre 2009, arrivando a plasmare una rosa già competitiva a sua immagine e somiglianza. Via i piantagrane come Adebayor, dentro solo giocatori disciplinati e disposti a seguire gli ordini del tecnico. Il rapporto con Tevez, ad esempio, pur non essendo mai stato idilliaco, si è definitivamente deteriorato lo scorso 27 settembre, quando l’argentino si è rifiutato di entrare in campo contro il Bayern Monaco, con la squadra sotto di due gol. Da allora il Mancio ha dichiarato che Tevez non avrebbe più giocato con la sua squadra, privandosi del capocannoniere della precedente Premier League, e restando fedele alla sua linea di condotta.
Ma la grandezza di Roberto Mancini sta anche nell’unire a questo metodo ferreo, un bel rapporto individuale con i calciatori, ottime nozioni tattiche made in Italy, ma soprattutto quello stile ed eleganza che tanto piacciono in Inghilterra. Farsi amare da tifosi e stampa d’oltremanica è storicamente un’impresa impossibile, ma anche in questo Mancini sembra esserne uscito vincitore. Il suo aplomb tipicamente britannico ha fatto breccia nei cuori degli appassionati di calcio inglesi, che l’hanno eletto già re di Manchester e, soprattutto dopo l’ultima vittoria, stanno mettendo in discussione l’autorità di un certo Sir Alex Ferguson, uno che a Manchester, sponda Reds, c’è da più di 25 anni.
I campioni non mancano, ma il lavoro di Mancini è evidente ed ha portato alla vittoria della FA Cup nella scorsa stagione, la qualificazione in Champions (nello stesso girone del Napoli) e ad un solido primato in campionato, con la seconda staccata di 5 punti. Altro grande successo dell’ex allenatore dell’Inter è l’esser finalmente riuscito a domare Mario Balotelli. Con lui c’è stato un approccio quasi paterno, che, con alti e bassi, sta portando Mario a diventare un punto cardine del City, come dimostra la doppietta nello scorso turno di campionato.
Sir Roberto Mancini sta quindi provando a rivoluzionare le gerarchie della città di Manchester e della Premier League, ormai da tanti, troppi anni cristallizzate su posizioni storicamente sfavorevoli al City. I milioni dello sceicco aiutano tanto, ma l’allenatore che serviva evidentemente non era così lontano, non serviva un extraterreste, ma solo un signore tanto elegante proveniente dall’Italia.
Alessio Esposito


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