CALCIO | Pablo Daniel Osvaldo, sulle orme di Batistuta


by Alessio Esposito
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Pablo Daniel Osvaldo

Pablo Daniel Osvaldo (BARTOLETTI)

Quattro gol nelle prime sei partite di campionato, di cui uno nel derby, sono un bel biglietto di visita per Pablo Daniel Osvaldo, l’attaccante della Roma arrivato in estate dall’Espanyol per 15 milioni. Eppure la punta nata in Argentina non aveva bisogno di troppe presentazioni, visto che aveva già giocato in Italia dal gennaio 2006 a quello del 2010. Scovato dagli attenti osservatori dell’Atalanta, ha mostrato i primi barlumi del suo talento a Lecce, per poi passare alla Fiorentina dove, seppur con momenti alterni, ha continuato a far vedere ottime cose.

Tuttavia la sua discontinuità gli è valsa il passaggio ad una squadra di rango inferiore, il Bologna, che lascia proprio nel gennaio 2010 per approdare in Catalogna, con i colori dell’Espanyol. Qui il giovane italo-argentino, che nel frattempo aveva già debuttato e segnato con la nazionale italiana under 21, inizia a giocare da centravanti vero, raggiungendo una media realizzativa importante. In un anno e mezzo in Spagna realizza 22 gol in 47 partite, attirando l’attenzione nella scorsa estate della nuova Roma di DiBenedetto, che lo compra per 15 milioni.

Dopo qualche perplessità iniziale legata alla difficile interpretazione del modulo di gioco dell’allenatore Luis Enrique, Osvaldo comincia a segnare a ripetizione, guadagnandosi la tanto desiderata chiamata nella nazionale maggiore di Cesare Prandelli. Esordisce nel match vinto 3-0 contro l’Irlanda del Nord, confermando il suo ottimo stato di forma. Il quarto gol consecutivo arriva proprio nel derby, poi perso, contro la Lazio, aprendo le marcature dopo soli 5 minuti di gioco.

Osvaldo sta finalmente imponendosi anche nel nostro paese, giocando molto più vicino alla porta di quanto non facesse nella sua precedente parentesi italiana. E’ un attaccante moderno, capace sia di spaziare sul fronte offensivo, che di essere letale in area di rigore. Abile con entrambe i piedi e di testa, ricorda per questo, oltre che per le due tappe fondamentali della sua carriera, Firenze e Roma, un altro grande bomber arrivato dall’Argentina, Gabriel Omar Batistuta.

E’ ancora presto per emettere giudizi e fare paragoni, ma Osvaldo ha tutte le potenzialità e l’esperienza per emulare il percorso del suo idolo argentino. Continuando a giocare con continuità, sotto la guida di un tecnico dallo spirito spiccatamente offensivo come Luis Enrique, Pablo non può far altro che continuare a migliorare e diventare per i giallorossi un nuovo trascinatore. Anche in questo senso Osvaldo si è presentato bene, avendo esibito dopo il gol nel derby una maglietta con su scritto “Vi ho purgati anche io”, chiaro riferimento alla maglietta che qualche tempo fa esibì Totti, sempre in un derby, che recitava “Vi ho purgati ancora”.

La partita del derby, per ora, è stata persa, ma la partita della sua carriera è ancora aperta: dopo pochi mesi a Roma è già un idolo e, con tutta una carriera davanti (ha solo 25 anni), ci auguriamo che possa divenire un punto fermo anche della nazionale italiana, oltre che dell’intero panorama calcistico italiano.

Alessio Esposito

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