Nazionale, le amichevoli degli azzurri
- giovedì, 19 novembre 2009
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Un solo gol in 180’ ed emozioni col contagocce, ma in fin dei conti le ultime amichevoli azzurre del 2009 hanno lasciato segnali positivi a Marcello Lippi. Il commissario tecnico viareggino ha tratto le sue conclusioni e nei prossimi mesi farà le sue ultime scelte in vista dei Mondiali.
La gara con l’Olanda di sabato, in verità, è stata tutt’altro che entusiasmante. La buona notizia è arrivata dalla prova dell’esordiente Candreva: il giocatore del Livorno ha mostrato vivacità e buona tecnica, che, accompagnate da un buon prosieguo di stagione, potrebbero convincere Lippi a portarlo in Sudafrica. Sempre sabato, Gigi Buffon ha collezionato la presenza n.100 con la maglia azzurra: un traguardo importante che arriva a soli 30 anni, a oltre 12 anni da quel 20 ottobre 1997 in cui esordì contro la Russia. Nella gara di mercoledì sera si è vista una buona Italia sperimentale. Contro la Svezia orfana di Ibrahimovic, a decidere la gara è stato un colpo di testa di Chiellini, mentre buona impressione hanno fatto Marchetti e, soprattutto, Totò Di Natale, che da attuale capocannoniere della A spera di non mancare alla rassegna iridata.
“Restano 5-6 nomi da decidere in vista del Mondiale” ha ricordato Lippi. La spedizione azzurra vedrà almeno dieci reduci da Germania 2006, mentre fra gli innesti sicuri ci sono Chiellini, Marchisio e, probabilmente, Amauri. Una scelta, questa, che fa storcere la bocca a molti (a noi compresi), soprattutto perché il brasiliano (!) farà parte della spedizione in Sudafrica senza aver mai collezionato una convocazione fino al prossimo maggio. Caso Cassano a parte, gli ultimi due difensori e gli ultimi due attaccanti usciranno dai prossimi mesi di campionato, mentre la mezzala di cui parla Lippi potrebbe essere proprio Candreva.
Infine, chiusura sull’Under 21. La Nazionale di Casiraghi ha un piede e mezzo fuori dall’Europeo 2011 e, cosa ancor più grave, dall’Olimpiade 2012. Scelte sbagliate, un gioco che non c’è, forse anche giocatori non all’altezza: la sconfitta in Ungheria è stata la fotografia di un ciclo che stenta a decollare. Il 4-0 rifilato al modesto Lussemburgo ha il sapore di un brodino caldo, anche se è un buon punto da cui ripartire. Per cercare da marzo un’impresa che sembra ormai disperata.
Iacopo Barlotti

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