TRA PARADISO E INFERNO | 7^ giornata di Serie A: Ramirez e Castellazzi


by Redazione
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IN PARADISO: Ramirez. Con lui il Bologna esce dal tunnel e si ritrova bello

Gaston Ramirez

Gaston Ramirez

Piace la musica del Bologna del nuovo direttore d’orchestra Pioli che trova subito le note della vittoria nella tournèe di Novara con due assoli del solista dimenticato Gastòn Ramirez. L’uruguagio, in estate al centro di varie trattative di mercato, e ad un passo dall’andare a Firenze, nelle prime partite di campionato era diventato un oggetto misterioso e anche lui stesso si era messo un po’ da parte. L’attesa a volte rinsalda ciò che sei e Ramirez, è un talento, una specie di potenziale Pastore, uno insomma che sulle partite lascia sempre il suo biglietto da visita. Sul sintetico di Novara il ragazzino (classe 1990) entrato a partita in corso, al posto di Diamanti, ad essere prezioso è lui con un gol e con una personalità non più leggerina come nelle sue prime apparizioni di quest’anno ma, come il suo omonimo Gastòn della Bella e la Bestia, il ragazzaccio dai modi burberi ma decisi. Rete decisa e convinta; forse il Bologna, dopo un avvio da bestiolina, d’ora in poi saprà come fare per diventar bella: mettere Ramirez, dall’inizio. Sempre

 

ALL’INFERNO: Castellazzi. Cercasi il vero portiere, questo solo sviste da pazzi.

Luca Castellazzi

Luca Castellazzi (GETTY IMAGES)

Cose da pazzi gridano i tifosi nerazzurri, e non da Pazzo (non a segno a Catania) ma, analizzando la posizione di Castellazzi in occasione del tiro-gol di Sergio Almiron.Ma dov’è finito quel bel portierino che con la Sampdoria di Mazzarri era uno dei più bravi del campionato? Nel calcio, si sa, tutto scorre veloce ma che Castellazzi da Gorgonzola sia diventato in due anni da portieronea portiere normale, al Massimino portieraccio, stentiamo a crederlo. Esce quando dovrebbe star fermo ed esce in ritardo. Come dire i due divieti base per un estremo difensore. Al momento del tiro di Sergio Almiron che ha generato il pari-speranza per gli etnei, forse pensava che l’arbitro avesse fischiato la fine per pioggia ed è già con la testa a casa e con le gambe troppo fuori dalla porta. Non si fa perdonare sul rigore di Lodi che, procura atterrando Bergessio, con un’uscita in ritardo e che poi non para. Buona qualche parata che evita l’abbondanza di gol catanesi ma, per essere il secondo dell’Inter e cioè sostituto di Julio Cesar e collaboratore col portiere brasiliano al bene della squadra, è decisamente poco e, fatto malino. Al momento del bisogno si è fatto trovare ma, non pronto.

Luca Savarese



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