Inter, siamo sicuri che la squadra sia capace di adattarsi al modulo di Gasperini?


by Alessio Esposito
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Gian Piero Gasperini

Gian Piero Gasperini

La stagione che sta per iniziare dovrà essere quella del riscatto per l’Inter, dopo un anno passato fra cambi di allenatori, risultati altalenanti, infortuni a ripetizione e cessioni illustri. Si ripartirà senza Samuel Eto’o, l’uomo che più di ogni altro ha trascinato i nerazzurri nello scorso campionato, ma con tante novità. A partire dal tecnico Gian Piero Gasperini, che farà giocare la squadra col 3-4-3, modulo che tante soddisfazioni gli diede a Genova. Ma anche la rosa sembra decisamente rinnovata; infatti, oltre all’arrivo dei giovani Alvarez, Poli e Castaignos, sarà tutto da scoprire l’apporto dei due uomini arrivati in sostituzione di Eto’o, ovvero Mauro Zarate e Diego Forlan. Quest’ultimo, tuttavia, non potrà essere impiegato in Champions fino a gennaio, avendo disputato i preliminari di Europa League con la sua ex squadra, l’Atletico Madrid.

Come tutte le novità, questa Inter genera tanta curiosità, ma è anche vero che, da novità quale è, l’Inter è una vera incognita. Nessun pregiudizio, ma, da buona incognita, l’Inter è causa anche di tanta perplessità in tifosi ed addetti ai lavori. Siamo sicuri che la squadra, per quanto rinnovata, sia capace di adattarsi al modulo del Gasp? Stiamo parlando di un gruppo che fin dai tempi di Mancini ha sempre giocato con difesa a 4 e trequartista; anche Mourinho, dopo alcuni esperimenti andati a male, è stato costretto a ripiegare sul modulo con l’uomo dietro le punte e lo stesso Leonardo, dopo l’infelice parentesi Benitez, ha ripreso la squadra in mano usando il rombo a centrocampo. Lo schema dell’ex allenatore del Genoa, invece, prevede l’utilizzo degli esterni e non del trequartista. Sneijder ha già fatto sapere che si adatterà ad ogni decisione del suo allenatore, ma quanto potrà essere incisivo l’olandese giocando in mediana o addirittura da esterno offensivo?

Ma i dubbi non finiscono qui; ammesso che si giochi col tridente e che il ruolo di centravanti sia un affare fra Pazzini e Milito, saranno davvero in grado Forlan, Zarate e gli altri giovani di fare gli esterni d’attacco? L’uruguaiano è un attaccante versatile, ma sulla fascia è ancora tutto da scoprire; Zarate è da anni considerato un grande talento, ma la sua esplosione tarda ancora ad arrivare, senza considerare il fatto che da sempre porta con se la reputazione di giocatore egoista; i bonus economici per gli assist nel suo contratto sembrano una presa in giro. Ci sono poi Alvarez e Castaignos, bravi, ma ancora acerbi.

Tuttavia le perpressità maggiori derivano dalla difesa a tre. Se applicata bene questa soluzione può portare a grandi risultati, come dimostrano le annate appena concluse da Napoli e Udinese; tuttavia in precampionato l’Inter ha stentato proprio nella fase difensiva, con l’unica nota lieta di Ranocchia, non a caso l’unico ad aver già giocato con lo stesso schieramento. I dubbi su quest’Inter dunque non mancano, ma alla squadra non manca nemmeno talento ed esperienza; il progetto di Gasperini è ambizioso e con i campioni che ci sono in rosa non è detto che debba per forza fallire. Tutto dipenderà proprio da loro, dai giocatori di maggiore classe e qualità, che dovranno adattarsi e sfruttare al meglio le indicazioni del loro mister. E poi, male che vada, c’è sempre il caro rombo a centrocampo come alternativa. Chiedere a Mancini, Mourinho e Leonardo per informazioni.

Alessio Esposito



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