Coppa America, quarti di finale: fuori le big. Disastro Argentina e Brasile


by Alberto Fumagalli
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Lucio

Lucio

Se prima dei quarti di finale della Coppa America, qualcuno si fosse rivolto a qualche maga indovina, o magari a qualche lontano parente del profeta polpo Paul, e dalla sfera di cristallo o dalle scelte del tentacolare indovino fossero uscite le semifinali tra Perù-Uruguay e Paraguay-Venezuela, una risata genarale, tra lo scetticismo delle profezie della maga e il polipone pronto ad essere bollito in pentola, avrebbe colpito chiunque. Invece le super favorite Brasile e Argentina e le non da meno Cile e Colombia, lasciano prematuramente, contro ogni previsione, il torneo più vecchio del mondo.

La terribile roulette dei calci di rigore, tanto spettacolare quanto terribilmente sofferente, condanna prima i padroni di casa dell’Argentina del Ct Batista, con l’errore decisivo dell’ “apache” Tevez (appena approdato al Corinthians), ipnotizzato dall’eroe “celeste” Muslera, poi la selecao verdeoro, che contro il Paraguay non può che non essere stata vittima di una perfetta maledizione di qualche stregone paraguayano, che ha reso il connazionale portiere Busto Villar a dir poco insuperabile e ha indotto all’errore dagli undici metri tutti i 4 rigoristi del Brasile (Thiago Silva, Andrè Santos, Elano, Fred) stabilendo una specie di record negativo e improbabile (tutti e 4 calciati fuori), “insensato corasao, ingrata selecao”.

Perchè se tra Argentina e Uruguay (1-1, 5-6 d.c.r), l’equilibrio dei goal di Higuain (Arg) e Perez (Uru) hanno giustamente portato alla crudele scelta della sorte dei rigori, tra Brasile e Paraguay (0-0, 0-2 d.c.r), la sorte è stata a dir poco ingannata. La formazione di Mano Menezes ha dominato la partita, sbagliando l’impossibile con Pato, Ganso, Neymar e compagnia, davanti all’eroe di Paraguay Busto Villar e all’indiscusso fattore “C” della formazione del Ct Martino, per poi, come l’Argentina, essere condannati dalla cieca sentenza dei rigori.

Il Venezuela continua ad essere la splendida cenerentola del torneo, con il suo lungo vestito color bordeaux e una mezzanotte ancora lontana. La nazionale di Caracàs segna con il difensore Vizcarrondo e Cichero e al Cile di Sanchez e Vidal non basta il goal di Humberto Suazo per riprendere la partita, anche perchè i pali e le traverse, fanno per bene il loro mestiere a favore del Venezuela (2-1). L’altro addio illustre è quello della Colombia, che dopo aver dominato il girone, saluta la Coppa contro la miglior terza Perù (0-2). L’errore del goleador Falcao dal dischetto, porta la partita fino ai supplementari, dove il Perù dimostra maggior freschezza e voglia di vincere, segnando i goal qualificazione, prima con Lobaton e poi con il terribile mancino del “nostro” Vargas.

Con il lutto nazionale sulle braccia di Argentina e Brasile e l’amarezza di Cile e Colombia, la Coppa America deve comunque continuare. Pronti per lo scontro a 4, Uruguay-Perù e Venezuela-Paraguay, per decidere chi sarà la prossima, inimmaginabile, Miss America, senza più le bellissime, ingannate dall’eccesso di sicurezza e vanità, Brasile e Argentina.

Alberto Fumagalli

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