Tour de France 2011, secondo bilancio: sette in corsa per la vittoria
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lunedì, luglio 18th, 2011

Thomas Voeckler
18 luglio, meno di una settimana alla conclusione di Parigi (domenica 24), e ancora non abbiamo la benché minima idea di chi porterà la Maglia Gialla sui Campi Elisi. Da un lato non possiamo che compiacercene, perché significa che il Tour è ancora apertissimo, e incerto come mai negli ultimi anni era stato; dall’altro, però, abbiamo ancora quell’amaro in bocca che ci ha lasciato soprattutto l’ultima tappa pirenaica, quando i big si sono sì sfidati, ma più a colpi di fioretto, che di sciabola. La verità è che i Pirenei ci hanno deluso, perché non hanno prodotto quegli scossoni in classifica che ci saremmo aspettati: hanno fatto “saltare” chi già si era dimostrato in ritardo di condizione nella prima settimana, o chi, dalla prima settimana, era uscito malconcio. Ma nient’altro. Addirittura il francese, in “maglia gialla per caso”, è riuscito nell’impresa di conservare il suo primato, senza quasi nemmeno perdere secondi da coloro che si sono presentati a questa Grande Boucle per vincerla.
E, a questo punto, anche Voeckler si candida per la vittoria finale, o quanto meno per il podio. La sua tenuta nella terza settimana è un’incognita, perché non è un corridore da Grandi Giri e non dovrebbe avere le qualità di recupero che altri hanno, ma lo scopriremo solo vivendo; T-Blanc ci sta già stupendo, chissà che non continui a farlo. La classifica dice che dietro al francese c’è il più anziano dei fratelli Schleck, Frank (1′ 49” di ritardo): di lui, a inizio Tour, si diceva che dovesse correre esclusivamente in funzione del fratello, poi a metà Tour, che potesse fare corsa per se stesso, perché più in forma del fratello. Adesso non si sa che dire, perché a Plateau de Beille, sotto i teneri scatti del fratello Andy, è sembrato in difficoltà, o almeno meno pimpante rispetto ai giorni precedenti (Luz Ardiden), al punto che si è ipotizzato che gli scatti di Andy fossero così poco convinti proprio per non mettere in difficoltà il fratello. Frank rimane l’uomo più vicino alla Maglia Gialla, ma deve anche tenere conto della crono di Grenoble; lui va più piano del fratello, e anche di tutti gli altri big, per cui lo annoveriamo tra quelli che sulle Alpi dovranno attaccare, e non difendersi.
Al terzo posto della generale (a 2′ 06″) c’è Evans. Lui si che può stare tranquillo in questa situazione, perché è in vantaggio su tutti i rivali a parte Voeckler (di cui è in dubbio però la tenuta) e Frank, e in più ha dalla sua la crono di Grenoble, specialità nella quale, tra i big, è superiore a tutti, forse secondo solo a Contador (sul quale però vanta 2′ di vantaggio in classifica). All’australiano non rimproveriamo niente, sui Pirenei si è difeso e potrebbe farlo anche sulle Alpi, sperando nel crollo di Voeckler, per poi far suo il Tour a Grenoble. Poi c’è il fratello Andy, quarto a 2′ 15″ dalla vetta. E’ in vantaggio su Basso, Sanchez e soprattutto Contador, e dovrebbe quindi essere soddisfatto, ma in realtà non può bastargli la situazione attuale; a cronometro non è fermo, anzi, però non può pensare di andare più forte di Evans a Grenoble. Ragion per cui, se vuole finalmente vincere il Tour, sarà costretto ad attaccare l’australiano e a difendersi dagli attacchi dei tre dietro di lui in classifica. Ecco quindi un altro, costretto ad attaccare. La forma sembra esserci, il coraggio non gli è quasi mai mancato, e se saprà tirarlo fuori sulle Alpi, potrebbe davvero riuscire nell’impresa che sfiora da due anni di seguito.
A completare la top 5 il nostro Ivan Basso, a 3′ 16″ di ritardo. Su di lui possiamo dire che si è dimostrato molto più in forma di quanto si potesse pensare (anzi, a Luz Ardiden ci ha fatto sognare a occhi aperti, staccando Contador), che il Tour per lui è ancora pienamente conquistabile e che, se raggiungerà il top della forma in quest’ultima settimana, nulla gli è impossibile. Deve attaccare anche lui, per aumentare il divario tra se stesso e chi lo insegue (Contador), ma anche per andare a prendere i fratelli Schleck e soprattutto Evans. Ivan a cronometro si difende bene, potremmo anche dire che se sta bene va forte, però lo vediamo un gradino sotto a Evans, e quindi questo lo obbliga a presentarsi a Grenoble con un, seppur minimo, vantaggio sull’australiano. Chiudono il lotto dei pretendenti alla “Gialla” due spagnoli: Sanchez (sesto a 3’44″) e il Re, Contador (settimo a 4′).
Il primo ha dimostrato di andare più forte di tutti in salita, e con tutte le montagne che ci sono possiamo aspettarci ancora molto da lui. Anzi forse sarà proprio lui l’ago della bilancia, se starà bene inventerà qualcosa, e magari chi avrà il coraggio di seguirlo finirà per pescare il “jolly” e trovare l’azione giusta per vincere il Tour (pensiamo a Basso). Capitolo Contador; non è quello del Giro, lo si era capito fin da subito, e sui Pirenei ne abbiamo avuto la prova. Ma non è per nulla crollato, ha tenuto ed è ancora li in piena corsa per il successo. Bisognerà vedere come sta, come influirà la sua diversa preparazione alla corsa, causa Giro, in questa terza settimana. In ogni caso, ha dalla sua la crono di Grenoble, ma non gli basta. Se vuole vincere il suo quarto Tour deve attaccare anche sulle Alpi, dimostrare ancora una volta di essere il più forte, anche in salita. Non è facile, dopo un Giro come quello di quest’anno, non è per niente facile, ma guai a darlo per spacciato. Da lui i suoi avversari possono aspettarsi di tutto.
La verità, comunque, è una sola: sulle Alpi si deciderà il vincitore del Tour 2011, e non possiamo che aspettarci i fuochi d’artificio, che fino a questo momento sono un po’ mancati. Buona sfida, che vinca il più coraggioso.
Andrea Boeris


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