Ciclismo, Tour de France: vince Sanchez, splendidi Basso e Cunego. Contador in difficoltà
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giovedì, luglio 14th, 2011

Samuel Sanchez
12^ TAPPA – Non ci sono più le squadre dei velocisti a tirare e a tenere cucita la corsa, gli uomini di classifica, a quella sono interessati, e a loro il successo di tappa interessa relativamente, mentre la Europcar, la squadra di Voeckler, ha il solo obiettivo di salvare la maglia del suo capitano. Morale della favola, se ne vanno in sei, il gruppo sta a guardare e il vantaggio sale fino a superare gli 8 minuti nei primi 100 km di corsa. Sulla prima asperità di giornata, inedita al Tour, e che risponde al nome di La Hourquette d’Anzican, si muove addirittura la Maglia a Pois, Johnny Hoogerland. L’olandese, cosce e polpacci ancora fasciati, sofferente per quei 33 punti di sutura che gli tengono cucite le gambe, si porta dietro anche Kreuziger e Chavanel, con l’intenzione di andare a riprendere i battistrada prima del Tourmalet e fare punti importanti per la sua maglia. Ma dopo un paio di chilometri cede, si rialza e si fa riassorbire.
Lunedì, nel giorno di riposo, lo davano per spacciato, senza alcuna possibilità di raggiungere Parigi, prossimo al ritiro. Oggi ha avuto anche il coraggio di attaccare, complimenti. Il primo al GPM è Mangel, dietro di lui i suoi compagni di fuga, e al loro inseguimento Kreuziger e Chavanel (è il 14 luglio, il Campione di Francia ha l’obbligo morale di mettersi in mostra e provarci), poi il gruppo. Gruppo che viene scosso da una caduta a inizio discesa; coinvolta anche la Maglia Gialla Voeckler, ma nessuna conseguenza. Lunga discesa e poi arriva il Tourmalet, dove a prendere in mano la situazione è la Leopard dei fratelli Schleck. E loro azione fa male, perché il gruppo si assottiglia, perde elementi chilometro dopo chilometro, e la prima vittima degna di nota è Gesink, l’olandese in Maglia Bianca. Poi Tony Martin, uomo di classifica della HTC, e Andreas Kloden, Team Radioshack.
Anche Contador mette un suo uomo in testa al gruppo a tirare, dando un chiaro segnale agli avversari. Intanto, davanti, Kreuziger si libera di Chavanel, ma non raggiunge la testa della corsa, ovvero Geraint Thomas e Roy, che staccano tutti i compagni di fuga. Seconda lunga discesa della giornata verso gli ultimi 13 km di salita che portano a Luz-Ardiden. Il primo uomo importante a muoversi è Samuel Sanchez (il più attardato in classifica), che può sfruttare il lavoro del compagno di squadra Perez. In testa al gruppo sparisce la Leopard, che dimostra una certa debolezza (già soli i fratelli Schleck sull’ultima salita della prima tappa pirenaica, un fatto abbastanza grave), Contador rimane con tre compagni, e si vede in testa la Liquigas con Szmyd e finalmente il nostro Ivan Basso.
In testa alla corsa, nel frattempo, si portano Vanendert e Sanchez, che raggiungono e superano Roy e Thomas. Lo Szmyd che è mancato al Giro a Nibali, per problemi fisici, qui in Francia è a piena disposizione di Basso . Ma mentre il duo Liquigas è in testa al gruppo, esplode la bagarre sotto l’azione degli Schleck; prima scatta Andy, poi Frank. Rispondono tutti i favoriti, i nostri Basso e Cunego compresi, mentre non molla nemmeno la Maglia Gialla Voeckler. Contador si limita a guardare e a rispondere, non prende iniziative e non scatta mai. La sua forma, ora ne abbiamo una prova, non è quella del Giro. A due km dalla vetta, parte deciso ancora una volta Frank Schleck, e questa volta non lo segue nessuno. Nel gruppetto dei migliori i più attivi sono Evans e Basso, il cui forcing mette in difficoltà tutti gli altri, anche Contador. Il duo al comando arriva fino al traguardo, e Sanchez trionfa (e rientra in classifica) davanti a Vanendert e a Frank Schleck, la cui rimonta è davvero eccezionale. Ma dietro di loro un grande Basso; il varesino nell’ultimo chilometro si porta dietro Evans, Andy e Cunego, e rifila a Contador 13 secondi. Voeckler arriva subito dietro e, grazie alla grande prova odierna, salva la maglia.
Volevamo risposte e certezze, e in parte le abbiamo avute. Basso non è meno in forma degli Schleck né di Evans, anzi, la sua esplosività ha lasciato a bocca aperta tutti quanti. Cunego si chiedeva se fosse in grado di far classifica o meno, e oggi ha avuto una risposta chiara. I due italiani salgono al quinto e al sesto posto nella generale. E il segnale più grande ce lo ha dato Contador; lo spagnolo, a parte il dolore al ginocchio (vero o presunto, pretattica o meno), è in seria difficoltà. E’ l’ombra di quel corridore che incantava con la sua pedalata agilissima, e il suo “ballo” sui pedali, prima di piazzare i suoi scatti micidiali. Oggi si è solo difeso, ed è finito col perdere ulteriori secondi e a regalarli agli avversari. E avrà regalato loro anche parecchio morale. Domani ancora Pirenei, e c’è l’Aubisque, altra montagna mitica, anche se lontana dal traguardo. Poi sabato terzo giorno sui Pirenei e arrivo in salita a Plateau de Beille. E questo Tour, il più aperto degli ultimi anni, ha tutte le premesse per regalarci grandissime emozioni nei prossimi giorni, e forse, importanti soddisfazioni per noi italiani.
Andrea Boeris


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