L’Inter e il problema del gol
- giovedì, 1 aprile 2010
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La sfida di Champions League contro il CSKA Mosca lascia in eredità all’Inter un prezioso 1-0, da difendere con le unghie e con i denti in terra russa. La gara del ‘Meazza’ ha confermato la solidità della squadra di Mourinho, ben messa in campo e lontana dal correre pericoli. Ma in fase d’attacco, c’è qualcosa che non va. I nerazzurri quest’anno faticano a segnare con continuità, e può apparire paradossale se pensiamo alle spaventose risorse offensive a disposizione, anche in assenza di Balotelli.
IL COMMENTO – Ancora una volta José Mourinho ha scelto la via delle tre punte. O meglio, dell’ariete centrale supportato da due attaccanti esterni. Una soluzione che risultò vincente allo Stamford Bridge, contro un Chelsea annichilito e confuso dal baricentro costantemente alto dell’Inter. Ma è anche vero che a Londra, come ieri, è stata determinante la difesa. In situazione di 4-2-1-3, il tema preponderante dev’essere l’asfissiante pressing offensivo, senza perdere di vista la concretezza. In casa dei ‘blues’, il gol di Eto’o arrivò a pochi minuti dal termine. E ieri, nonostante un bombardamento continuo verso la porta di Akinfeev, solo in una circostanza l’Inter è riuscita a gonfiare la rete. Insomma, tre punte. Ma se due di esse rimangono defilate, perdono molte energie nel lavoro di fascia e non arrivano lucide all’appuntamento col gol. Non è un caso che l’elemento più efficace sia sempre Diego Milito, colui che di fatto gioca più vicino alla porta. E poi, un altro problema: i gol dei centrocampisti. Solo uno, da gennaio ad oggi: quello di Cambiasso al ‘Meazza’ contro il Chelsea. Per il resto, buio pesto. Persino il talentuoso Sneijder, ultimamente, sembra afflitto da una preoccupante allergia alla rete. Problemini da risolvere in fretta per Mourinho, al fine di non fallire gli obiettivi prioritari di questa stagione.
Alessio Nardo


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