Un occhio alla prossima Champions: chi fermerà il Barça dei marziani?
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martedì, giugno 21st, 2011
Non è trascorso nemmeno un mese dal magico trionfo di Wembley del Barcellona: 3-1 al Manchester United e quarta coppa con le orecchie nella bacheca blaugrana, con tanti saluti a Sir Alex Ferguson, José Mourinho e tutti gli altri acerrimi rivali. L’epilogo più scontato di un lungo percorso, l’emblema di una superiorità netta e devastante. Tuttavia, è già tempo di dare uno sguardo alla prossima Champions League: se possibile ancor più bella e intensa. Si ripartirà da zero, con una nutrita schiera di pretendenti. A partire in pole position ovviamente saranno sempre loro, Messi e compagni, ormai diretti nell’olimpo della leggenda.
In molti erano pronti a certificare l’addio di Guardiola dopo il successo di Londra in virtù di una presunta ‘pancia piena’. Macché, Pep dal Camp Nou non si schioda e fa bene: chi, d’altronde, sarebbe disposto a mollar di colpo Messi, Xavi, Iniesta, Villa, Pedro, Piqué e tutti gli altri? Il Barça fa paura ogni anno, ogni mese, ogni settimana, ogni giorno di più. Ma più il tempo passa e maggiore è la voglia delle avversarie di reagire e dimostrare sul campo che i maghi della Catalogna sono battibili. La Champions 2011-2012 sarà il teatro ideale per tentare di strappare ai famelici dominatori lo scettro di miglior squadra del pianeta. In prima fila a tentar lo sgambetto ci sarà lui, José Mourinho, l’ultimo a compiere il miracolo di ‘eliminare’ il Barcellona (con l’Inter tredici mesi fa in semifinale). Il probabile rinforzo di Sanchez non spaventa la Casa Blanca, pronta a rilanciare la sfida agli eterni rivali. Mou parlò chiaro lo scorso luglio: “Di solito raccolgo i maggiori successi con le mie squadre al secondo anno”. E il secondo anno madridista dello Special è arrivato. Stavolta è vietato fallire.
Gran sfida Real-Barça e le altre a guardare? Non è detto. Indubbiamente il doppio schiaffo 2009-2011 incassato prima a Roma e poi a Wembley ha fatto male al Manchester United, arresosi inerme alla forza ciclopica di un dream team alieno. Ma la storia e il pedigree di Sir Alex Ferguson non consentono facili giochi di sottovalutazione: i Red Devils saranno sempre lì, pronti a respirar di nuovo profumo di finale. La vera sorpresa ‘made in England’ potrebbe essere un’altra: il Chelsea, atteso al ritorno ai massimi livelli con l’arrivo in panchina di André Villas Boas, deus ex machina del trionfo del Porto in Europa League. Super colpo, intuizione geniale di un Roman Abramovich stufo di spendere e spandere senza coglier risultati di rilievo sul fronte internazionale. Bye bye Ancelotti, welcome mister André. Un nuovo capitolo è iniziato e il Chelsea torna a far tremare.
Poi ci siamo noi, l’Italia del futbol in lento ma evidente declino, ormai appesa a utopie e illusioni. L’Inter, che solo un anno fa brindava al trionfo continentale, si ritrova senza allenatore e alle prese con una possibile diaspora di fenomeni (Maicon, Sneijder e Eto’o respirano voglia di “estero”); Il Milan ha buone chance di far bella figura, ma Allegri deve confidare in un’impresa monstre per ripetere i trionfi delle ere Sacchi, Capello e Ancelotti. Napoli e Udinese le consideriamo delle intriganti outsider, al pari di Manchester City, Arsenal, Villarreal, Valencia, Borussia Dortmund, Bayer Leverkusen, Porto, Lille, Lione e Marsiglia. Difficile prevedere un Bayern Monaco (in chiara fase di ringiovanimento e rivoluzione) all’altezza del suo nome. Ma attenzione: tale idea era più o meno la stessa un paio d’anni fa, prima dello splendido percorso che portò Robben e compagni alla finalissima di Madrid. E stavolta l’ultimo atto andrà in scena proprio all’Allianz Arena, il prossimo 19 maggio. Saranno in tante a voler brindare.
Alessio Nardo

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