UN GIOCATORE, UN MITO: Tomas Brolin, “ciccio”
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mercoledì, giugno 8th, 2011

Tomas Brolin
“Ciccio” Brolin, figurina indimenticabile, il ciccio-bello, che insieme ai lunghi capelli di Couto, l’estro di Zola, la rapidità di Asprilla e la compagnia di Sensini, Bucci, Benarrivo faceva del Parma di Nevio Scala, una delle più belle realtà del calcio italiano degli anni ’90. Incrociandolo per la strada, l’identikit è “elementare Watson”, senza essere necessariamente Sharlock Holmes. Biondo con gli occhi di ghiaccio, suggeriscono la Svezia come culla dell’ex centrocampista parmigiano, anche se il suo fisico tutt’altro che statuario, 176 cm, e quella tendenza all’ingrassare, potevano depistare chiunque, molto più simile ad un emiliano affezionato al culatello e ai tortellini che ad un vichingo dai muscoli d’acciaio.
Dopo l’inizio in Svezia come calciatore con le maglie del Sundsvall e del Norrkoping, con la quale fu eletto a furor di popolo il miglior giocatore svedese dell’anno, il Parma lo acquista facendone uno dei giocatori più “atipici” e forti del momento. Ala pura dalla grande rapidità e dalla tecnica sopraffina, il suo aspetto, simile ad una “brutta donnona scandinava” (non me ne voglia Brolin), non sembrava poter nascondere un’immensa classe e una straordinaria e innata dote nel calciare e giocare al pallone.
I cinque anni che riassumono i fasti della carriera di Brolin partono dal 1990 fino al 1995, tutti con la maglia del Parma, con la quale colleziona 133 presenze e venti goal, conquista una Coppa Italia, una Supercoppa Uefa, una Coppa Uefa e una Coppa delle Coppe. Nel lustro d’oro “ciccio” Brolin parteciperà con la sua nazionale ai mondiali del 1990, sarà capocannoniere del campionato europeo del 1992 (3 goal) e sarà uno dei protagonisti dello storico piazzamento della Svezia ai mondiali americani del 1994 (terzi classificati). Il quinquennio che ha fatto di Brolin il ciccio-bello del Tardini e un grande centrocampista dalle spiccate doti offensive, finisce con l’inizio della stagione 1995-1996, dove lascia Parma per trasferirsi in Inghilterra con la maglia del Leeds, con la quale lasciò troppo fumo e niente arrosto, 19 presenze e 4 goal in due stagioni.
Finita la parentesi Leeds, simile al Parma, ma solo nei colori societari, Brolin giocherà in Svizzera per lo Zurigo, tornerà come matricola e meteora al Parma nel 1997 e chiuderà la sua apprezabile carriera come allenatore-giocatore al Crystal Palace in Inghilterra, in compagnia di “Popeye” Attilio Lombardo, durante la stagione 1998. Qualche chilettino di troppo, un amore eterno, finito forse troppo presto, come quello del Parma, quel maledetto infortunio durante le qualificazioni europee del 1996, portarono Brolin a chiudere con il mondo del calcio, passare dall’enorme tappeto verde del campo da gioco, a quello molto più piccolo e sintetico, dal pallone alle fish. Tomas Brolin è dal 2006 un giocatore professionista di poker texas hold’em, rimasto per tutti, anche tra i banchi da gioco e All in, “ciccio” Brolin.
Alberto Fumagalli

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