Dio Denaro, il vero male del calcio
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venerdì, giugno 3rd, 2011
Il terremoto del calcioscommesse si abbatte sui campionati italiani. Dopo gli scandali del 1980 e del 1986, sono di nuovo le scommesse ad infangare il mondo del calcio. Sedici persone sono state arrestate (tra cui spicca il nome dell’ex bomber Beppe Signori, ora agli arresti domiciliari) e altre ventotto risultano indagate tra ex calciatori di Serie A, calciatori di serie minori, dirigenti di società, titolari di agenzie di scommesse e liberi professionisti. L’accusa è associazione a delinquere finalizzata alla truffa e alla frode sportiva e sono diciotto per ora le partite sotto esame, tra Serie A, Serie B e Lega Pro. Gli associati di questa truffa arrivavano a puntare addirittura centinaia di migliaia di euro su partite indirizzate appositamente da alcuni calciatori sull’esito finale.
L’immagine più forte e allo stesso tempo più squallida è rappresentata dal gesto di Marco Paoloni, portiere della Cremonese. Secondo le ricostruzioni, l’estremo difensore avrebbe versato nelle borracce dei compagni, prima di Cremonese-Paganese del 14 novembre 2010, un sedativo che produce uno stato soporoso e abbassa le funzioni vitali per fare in modo di addomesticare più facilmente il risultato della partita.
Un altro scandalo che si aggiunge a tutti quelli già citati sulle scommesse, integrati da ciò che successe nel 2006 con Calciopoli, con la famosa Cupola che regolava partite, arbitri e l’intero sistema. Un calcio che al giorno d’oggi significa solo soldi e business: tutto, dai diritti televisivi al merchandising è orientato verso il Dio Denaro sempre più importante nelle società di calcio professionistiche. Tutto questo ovviamente uccide l’essenza dello sport stesso, la passione dei tifosi, la gioia di vedere la propria squadra vincere, il sogno dei bambini di diventare un giorno calciatori.
Esistono due mondi paralleli in questo calcio: uno sporco e viziato, con eccessi e difetti che portano il tifoso a disamorarsi di tutto, e l’altro genuino e spontaneo, dove conta solo la gioia di divertirsi e si accetta ogni risultato. E’ come il buono e il cattivo. Ogni tanto prevale il buono, come per esempio vedere in campo una squadra come il Barcellona, vero amalgama di perfezione e spettacolo allo stato puro che fa brillare gli occhi di tutti gli amanti di questo sport; purtroppo però invece qualche volta i buoni esempi sono macchiati da questi scandali, che rovinano l’immagine di uno sport che è sempre più lontano dalla sua dimensione primaria e troppo spesso legato indissolubilmente al mondo del business, del guadagno, degli interessi. Il vero calcio però è un altro e tra i due mondi paralleli non si dovrebbe neanche scegliere. Perché semplicemente uno non dovrebbe esistere.
Luca Parmigiani

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