Coppa Italia: settima perla dell’Inter, sconfitto un grande Palermo
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domenica, maggio 29th, 2011
L’entusiasmo dei 40.000 tifosi palermitani giunti all’Olimpico non è bastato ai rosanero di Delio Rossi per centrare il primo trofeo ufficiale della loro storia. Contro un’Inter quadrata e pragmatica, il Palermo incassa un doloroso 3-1 al termine di 90′ di passione e sofferenza. Gara decisa dalla doppietta del solito monumentale Samuel Eto’o (26′ e 76′). Inutile il gol di Munoz all’88′, nei minuti di recupero tris di Diego Milito. Per l’Inter è il settimo trionfo in Coppa Italia.
PRIMO TEMPO – In avvio, Leonardo promuove il 4-3-1-2 con Nagatomo terzino destro in luogo di Maicon squalificato e Sneijder trequartista alle spalle del duo offensivo Eto’o-Pazzini. Nel Palermo, Rossi propone Munoz e Acquah dal 1′ al posto di Bovo e Bacinovic (anch’essi out per squalifica). Davanti spazio all’inventiva di Pastore, Ilicic e Abel Hernandez. Partono forte i siciliani: dopo 50” Ilicic offre un gustoso assist in area per Hernandez, l’uruguaiano calcia male sull’esterno della rete. Al 20′ ci prova Javier Pastore da fuori: il sinistro del ‘flaco’ termina direttamente in Curva Nord. Primo squillo interista al 23′, ma il destraccio di Sneijder non inquadra la porta spegnendosi oltre la traversa. Rossi perde Goian (infortunato), dentro Carrozzieri. E al 26′ l’Inter beffa il Palermo: splendido assist filtrante di Sneijder per Eto’o che s’invola verso Sirigu e lo batte con un destro dolce dolce sul secondo palo. I siciliani, seppur storditi, rialzano la testa e al 33′ vanno ad un passo dall’1-1: mischia furibonda in area, Julio Cesar risulta prodigioso su un tentativo di conclusione da due passi di Pastore.
SECONDO TEMPO – Il Palermo prova subito ad aggredire l’Inter ad inizio ripresa. Rossi offre più qualità ai suoi inserendo Miccoli al 55′ al posto di Acquah. Il ‘Romario del Salento’ è incisivo: al 60′ gran traversone dalla destra di Cassani, incornata di Miccoli e super deviazione in angolo di Julio Cesar. Al 70′ è Abel Hernandez a sfiorare il gol con una botta mancina dall’interno dell’area: palla fuori. L’Inter soffre tantissimo ma è di gran lunga più concreta dei rosanero: al 76′ altra distrazione difensiva degli uomini di Rossi, Sneijder trova un liberissimo Eto’o che scatta sul filo del fuorigioco, entra in area e beffa nuovamente Sirigu. Sembra finita: all’86′ grandissimo destro a giro di Sneijder e volo plastico in corner del portiere palermitano. Ma all’88′ arriva il guizzo dell’illusione: Ezequiel Munoz realizza di testa sugli sviluppi di un angolo di Miccoli, riaccendendo le speranze dei 40.000 supporters siciliani. La voglia di supplementari dura poco: 60” dopo Munoz si fa cacciare per fallo da ultimo uomo, e al 91′ i due nuovi entrati Pandev e Milito combinano alla perfezione per il terzo centro del ‘Principe’. Al fischio finale, è di nuovo festa Inter. Il ‘tripletino’ prende la strada di Appiano Gentile.
Tabellino
INTER (4-3-1-2): Julio Cesar 7; Nagatomo 6, Lucio 7, Ranocchia 6, Chivu 6; J.Zanetti 6.5, Thiago Motta 6 (83′ Mariga sv), Stankovic 6; Sneijder 7 (87′ Milito 6); Pazzini 6 (61′ Pandev 6.5), Eto’o 8. A disposizione: Castellazzi, Samuél, Materazzi, Kharja. All.: Leonardo 6.5
PALERMO (4-3-2-1): Sirigu 6; Cassani 5, Munoz 5.5, Goian sv (24′ Carrozzieri 6), Balzaretti 6.5; Migliaccio 5.5, Acquah 5 (55′ Miccoli 6.5), Nocerino 6.5; Ilicic 5.5, Pastore 5.5; Hernandez 5 (79′ Pinilla sv). A disposizione: Benussi, Darmian, Kasami, Liverani. All.: Rossi 6.5
Ammoniti: Carrozzieri, Acquah (P)
Espulso: Munoz (P) all’89′ per fallo da ultimo uomo
Reti: 26′ e 76′ Eto’o (I), 88′ Munoz (P), 91′ Milito (I)
Arbitro: Emidio Morganti
IL MIGLIORE
Samuel Eto’o: 24ore dopo la favola del Barcellona e di Leo Messi, riecco splendere lui. Samuel Eto’o, strepitoso ed immenso fuoriclasse, trascinatore unico dell’Inter in questa stagione. Altri due gol, l’ennesimo trofeo regalato ai tifosi nerazzurri, nonché la dimostrazione pratica che i migliori al mondo non vestono solo blaugrana.
IL PEGGIORE
Abel Hernandez: da un Hernandez all’altro, il passo è breve. Dopo aver bocciato il Chicharito nella finale di Wembley, concediamo un 5 di stima al talento uruguagio del Palermo. Volitivo, caparbio. Ma davanti al portiere, timido. Dopo 50” spreca una ghiotta chance per cambiare il volto della gara e la storia del Palermo. Mentre Eto’o, dalla parte opposta, si dimostra freddo, glaciale, spietato. Ecco la differenza.
Alessio Nardo

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