Champions League, Finale: a Wembley trionfa il Barcellona, strapazzato il Manchester United
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sabato, maggio 28th, 2011

Lionel Messi
Il Barcellona di Pep Guardiola conquista la Champions League 2010-2011 trionfando nella finalissima di Wembley contro il Manchester United col punteggio di 3-1. Partita senza storia, decisa dai gol blaugrana di Pedro (27′), Messi (54′) e David Villa (70′). Di Wayne Rooney (34′) il provvisorio punto del pareggio. Per il Barça si tratta del quarto trionfo nella storia.
PRIMO TEMPO – In avvio Guardiola lascia clamorosamente in panchina capitan Puyol puntando sul tandem difensivo Mascherano-Piqué con Abidal a sinistra. Confermato il 4-4-2 nello United: Park si posiziona sulla fascia mancina di centrocampo, lasciando a Giggs la posizione centrale al fianco di Carrick. In difesa, a destra, agisce Fabio. Partono forte gli inglesi, ma il Barça prende alla svelta possesso del campo e dell’avversario. Prima pallagol al 15′: Dani Alves sfonda sulla fascia, mette in mezzo per lo sbilanciato Pedro che calcia fuori da due passi. Al 20′ e al 21′ ci prova due volte David Villa: gran conclusione sul fondo prima, parata di Van der Sar poi. Al 24′ ecco il lampo vincente: Xavi illumina in area per Pedro che di destro appoggia alle spalle del 40enne portiere olandese. United allo sbando? Macché. Al 34′ arriva lo squillo dei Red Devils: percussione di Rooney, splendido scambio in area con Giggs (in posizione leggermente irregolare) e destro nel sacco del centravanti. Si rianimano i tifosi inglesi, ma il Barça non ci sta e tenta subito di ristabilire le distanze: al 37′ Xavi calcia alto da fuori area, al 39′ Iniesta trova i riflessi pronti di Van der Sar.
SECONDO TEMPO – Ci si attende una ripresa più equilibrata, ma non c’è storia: il Barcellona decide di fare sul serio e i sogni di gloria United evaporano in breve tempo. Al 52′ super pallagol: Dani Alves sfonda in area e calcia su Van der Sar, sulla ribattuta ci prova Messi ma Evra salva in acrobazia. E’ il preludio all’inevitabile 2-1: i catalani fraseggiano al limite dell’area, Iniesta la dà a Messi che si coordina splendidamente e di sinistro incenerisce Van der Sar. L’episodio trafigge il morale dei diavoli rossi ed esalta un Barça in versione ‘marziana’. In tanti provano a segnare: da Messi a Xavi, passando per Iniesta, ma il sospiratissimo 3-1 arriva al 70′ ad opera di David Villa: altra azione tambureggiante, l’ex Valencia si coordina dal limite e lascia partire un destro a giro strepitoso sul primo palo. E’ festa blaugrana. C’è spazio solo per l’orgoglio di Rooney che al 71′ tenta di imitare la perla di Villa, senza inquadrare la porta. Nel finale Giggs chiede un calcio di rigore (presunto fallo di mano volontario in area di Villa), ma l’arbitro ungherese Kassai sorvola. Termina 3-1: Guardiola trionfa ancora, due anni dopo il 2-0 di Roma. Ferguson ingoia amaro, ma c’è ben poco da fare: questo Barcellona è semplicemente imbattibile.
Tabellino
BARCELLONA (4-3-3): Valdes 6.5; Dani Alves 7 (88′ Puyol sv), Mascherano 6.5, Piqué 6.5, Abidal 6; Xavi 7.5, Busquets 6.5, Iniesta 7.5; Messi 8, Villa 7.5 (86′ Keita sv), Pedro 7 (92′ Afellay sv). A disposizione: Olazabal, Adriano, Thiago, Bojan. All.: Guardiola 8
MANCHESTER UTD (4-4-2): Van der Sar 6; Fabio 5.5 (69′ Nani sv), Ferdinand 6, Vidic 5.5, Evra 4.5; Valencia 5, Carrick 5 (76′ Scholes sv), Giggs 6, Park 6; Rooney 7, Hernandez 4.5. A disposizione: Kuszczak, Smalling, Anderson, Fletcher, Owen. All.: Ferguson 5.5
Ammoniti: Dani Alves, Valdes (B), Carrick (M)
Reti: 27′ Pedro (B), 34′ Rooney (M), 54′ Messi (B), 70′ Villa (B)
Arbitro: Kassai (Ungheria)
IL MIGLIORE
Lionel Messi: scegliamo lui in quanto emblema di una squadra monumentale. Forse il team più forte di tutti i tempi. E lui, Leo la Pulce, il miglior interprete di sempre. Anche meglio di ‘Zio’ Diego, l’innominabile. Chi avesse qualche dubbio in proposito, legga questi numeri: 5 campionati spagnoli, 4 Supercoppe di Spagna, una Coppa del Re, 3 Champions League, una Supercoppa Europea, un Mondiale Per Club, 2 Palloni d’Oro, un Fifa World Player, 119 gol con la maglia del Barcellona. Il tutto alla ‘tenera’ età di 23 anni e mezzo. C’è altro da dire?
IL PEGGIORE
Javi Hernandez: due anni fa, ai tempi della finale di Roma (primo round tra Guardiola e Ferguson) il Chicharito era un ragazzino sconosciuto, sperduto nel suo Messico con indosso la casacca del Chivas. Nel 2011 ecco la grande chance, dopo tanti mesi passati a lavorar sodo e ad emergere sul palcoscenico internazionale. Ma il contatto con una finale europea e con l’orchestra fenomenale del Barcellona è durissimo, traumatico. Mentre Rooney salva onore e pellaccia, Javi sprofonda in un triste anonimato. Avrà tempo di rifarsi.
Alessio Nardo

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