A SUON DI MUSICA: Angelo Palombo – Tutti i muscoli del capitano
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venerdì, maggio 20th, 2011

Angelo Palombo (ANSA)
Il dado è tratto, almeno per quest’anno. I risultati hanno parlato chiaro: il titolo da Campioni d’Italia al Milan, e la retrocessione in Serie B per Bari, Brescia e Sampdoria. I blucerchiati erano da 12 anni che vivevano la Serie A. Un risultato amaro, tanto quanto lo stato d’animo di tutti i suoi tifosi in lacrime la scorsa domenica in uno stadio, il Marassi, triste come non lo si era mai visto. A completare il tutto il capitano, Angelo Palombo, che piangeva chiedendo scusa in un giro di campo a tutti. Una sensibilità quella del Capitano compresa dai presenti che non hanno accennato alla minima contestazione. Una stagione da dimenticare e soprattutto uno spirito da rifondare, così come il Brescia, e il Bari che soli 2 anni festeggiava il ritorno in A come qualcosa di straordinario, di eclatante, pari alla felicità di un trofeo vinto. Sì un trofeo che permetteva di affacciarsi nella massima serie.
Il centrocampista è arrivato alla Sampdoria nel 2002 (anno in cui a fine stagione i blucerchiati saliranno in A) dopo aver giocato nella Fiorentina per 3 anni. La stagione 2008-2009 non sarà una stagione fortunata, in quanto sarà spesso vittima di infortuni. Ciò però non gli toglierà l’occasione di far parte del gruppo azzurro nella Confederation Cup del 2009 e ai Mondiali del 2010 in Sud Africa, dove però rimarrà in panchina. Un particolare, anche se triste, che ci ritorna in mente, è l’ultima partita della Nazionale, dove l’Italia venne sconfitta. Palombo in panchina, avvilito per il risultato. Questo particolare, appunto, ci fa comprendere quanto una persona, in questo caso Palombo, ci tenga al proprio mestiere.
Una canzone da dedicargli è “I muscoli del capitano” di Francesco De Gregori. Riportiamo qui alcune frasi: “Guarda i muscoli del capitano, tutti di plastica e di metano. Guardalo nella notte che viene, quanto sangue ha nelle vene. (…) La nave è fulmine, torpedine, miccia, scintillante bellezza, fosforo e fantasia, molecole d’acciaio, pistone, rabbia, guerra lampo e poesia. (…) E il capitano disse al mozzo di bordo “Giovanotto, io non vedo niente. C’è solo un pò di nebbia che annuncia il sole. Andiamo avanti tranquillamente”. “C’è solo un po’ di nebbia che annuncia il sole” è la metafora più adatta per comprendere il momento in cui Palombo e tutta la squadra dovranno affrontare. E lavorando bene, con costanza, si potrà di nuovo un giorno portare la squadra a buoni risultati e annunciare “il sole”!
Elisabetta Scarnera

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