TOP FIVE OF THE WEEK: Diavolo in festa
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sabato, maggio 14th, 2011

Manuel Neuer
5 – In quinta posizione mettiamo la polizza assicurativa di Manuel Neuer.
Questo portierone sulla bocca di tutti, considerato da molti, forse un pò troppo “frettolosamente”, il più forte portiere del mondo, ha due mani che insieme valgono 3 milioni di euro. Il biondo portiere dello Schalke 04, prossimo a diventare l’erede scritto del ricordo Kahn al Bayern Monaco, stipula una polizza assicurativa, di tre milioni di euro appunto, per proteggere quelle dieci dita che più volte fanno urlare al miracolo. L’assicurarsi una particolare, o meglio unica, parte del corpo, è ormai di moda nel mondo Vippato, con le stelle che hanno la fobia persecutrice di svegliarsi alla mattina e ritrovarsi privi della loro fortunata dote e sembrare una persona qualunque. C’è chi assicura le gambe, vedi Messi, Beckham e le chilometriche leve da fare strizzare gli occhi di Heidi Klum, chi i polsi come Valentino Rossi, chi le corde vocali come Bruce Springsteen, chi addirittura le papille gustative come l’assaggiatore di caffè Gennaro Pellicca, o chi addirittura il fondo schiena, da tutelare e valorizzare come un patrimonio culturale, come quello di Jennyfer Lopez. E se quelle mani da tre milioni di Manuel Neuer rischiano di trasformarsi nelle più comuni saponette da supermercato, vendibili a soli 3 euro, questa è solo una variabile possibile per chi viene considerato il più forte portiere del mondo e ha due mani che valgono tre milioni di Euro.

Luigi Delneri
4 - In quarta posizione mettiamo la disfatta della Juventus.
Con il fiato corto e le braccia poggiate sulle gionocchia mister Delneri e tutta la Juve riescono ad agguantare l’ultimo tram per la prossima Champions League, battendo la Lazio e sfruttando gli scivoloni di Roma e Udinese. Salendo sulla tratta che porta verso l’Europa che conta, la vecchia Signora si trova però schiacciata e soffocata da un tram già troppo pieno, tra le bisticciate della lupa e dell’aquila e altre magliette bianconere ma dall’accento friulano. Se nel caos generale la matrona bianconera non ha il tempo di obbliterare il biglietto, ecco che i rigidi controllori del Chievo Verona cacciano definitivamente la Juventus fuori dalla corsa Champions, pareggiando 2-2 a Torino, dopo che Matri e Del Piero avevano tra spintonate e litigate trovato un posticino per fare sedere l’amata Juve. Fuori dall’ultima corsa che avrebbe ridato speranza e fiducia alla Juve che verrà, nemmeno il passante dell’Europa League sembra aver posti liberi per far sedere la stanca Signora bianconera. Delneri e tanti altri giocatori sono ormai rimasti a piedi e senza nemmeno le chiavi per tornare almeno in casa Juve.

Javier Zanetti
3 - In terza posizione mettiamo le 1000 presenze di Javier Zanetti.
1000 è il numero irraggiungibile pronunciato dall’ingenier Cane, 1000 sono settecento spartani in più rispetto a quelli storici delle termopoli, 1000 sono 899 dalmata in più nella carica dei 101, 1000 sono le presenze di Javier Zanetti da professionista. Entrato nella schiera degli Iron Man del pallone, la millesima volta che capitan Zanetti ha allacciato gli scarpini, messo i parastinchi ed è sceso in campo si è consumata nella sfida di coppa Italia contro la Roma. Nella famiglia che ospita la storia del calcio con i pluripresenzialisti Maldini, R. Carlos, Seaman, Shilton, Zubbizarreta e altri ancora, adesso c’è pure il capitano interista, che merita una targhetta da incollarsi sul petto per le prossime partite della sua interminabile e impeccabile carriera. Con quella pettinatura della playmobile da omino lego mai cambiata e scomposta durante le 1000 battaglie del numero 4 interista, abbiamo sempre potuto osservare la straordinaria corsa e tranquillità di questo raro giocatore, l’accortezza e la duttilità tattica accompagnate da una professionalità e da un rispetto figlio solo dei più grandi campioni. Congratulazioni a Javier Zanetti e…..1000 altre presenze ancora.

Foto AFP
2 - In seconda posizione mettiamo una finale Europortoghese.
Se è già da una settiamana abbondante il verdetto che vede la prossima finale di Europa League tra Porto e Sporting Braga, questa importante notizia, che vedrà sicuramente un trionfo europortoghese, merita di essere ricordata più volte. Quella terra che fà da sempre il piccolo cuscino occidentale della Spagna che non la fà inzuppare totalmente dall’oceano Atlantico, i cugini meno talentuosi e decisamente meno fortunati delle furie rosse, con la portogalloleague, ormai chiamiamola così, potrà decisamente dar grande voce al trionfo nazionale dello stretto e piccolo Portogallo. Il devastante Porto dello special Two Villas Boàs, con il collezionatore di goal Falcao, l’ira di Hulk, le parate di Hilton e altri grandi talenti del calcio di oggi ha affondato i sottomarini gialli del Villareal del Pepito Rossi, ed è il grande favorito nella notte di Dublino. I piccoli avversari dello Sporting Braga, l’Arsenal di Minho, le fasulle imitazioni iberiche dei Gunners, si sono guadagnati una finale storica battendo la favoritissima aquila reale del Benfica con il goal dello sconosciuto Custodio e le parate di Artur, altrettanto sconosciuto nonostante le apparizioni alla Roma come terzo e ultimo portiere delle trafile giallorosse. Nella terra forse più sottovalutata del mondo, culla delle penne di Saramago e di Pessoa della storia di Ferdinando Magellano, dei piedi sopraffini di Figo, C.Ronaldo e Rui Costa e della mente di Josè Mourinho, sta per essere finalmente ripagata con un meritato trionfo europeo.
1 - In prima posizione mettiamo il Milan campione d’Italia.
Eccolo il tricolore, lo scudetto numero 18 del Milan, arrivato tra le mura dell’Olimpico di Roma. Festa grande tra champagne, cori, balletti, baci e abbracci in un Olimpico che per una notte diventa una succursale della Milano rossonera dove poter festeggiare ed esultare alla grande impresa del Milan di Max Allegri. Con il diavolo che giù all’inferno allestisce un banchetto e un grande party per l’impresa dei suoi uomini, magari con il maledetto Dj Bob Sinclair alla console e il presidente rossonero come invitato speciale, tanto per cambiare, e illustri nomi di casa come Ade, Belzebù, Lucifero in festa con la maglia di Pato, di Boateng o di Robinho. E’ lo scudetto della forza e il dominio di Ibra, la classe di Seedorf, le parate di Abbiati e il muro insuperabile di Thiago Silva e Nesta è il trionfo del Milan e soppratutto di Max Allegri, da ranocchio a principe da acciuga Max a conte Max. Se nella goliardica festicciola post partita Cassano tiene viva la festa intrattenendo l’Olimpico in pezzi da cabaret e Oddo trova l’ennesimo buon motivo per ubriacarsi e correre mezzo nudo per lo stadio, Gattuso stona, dirigendo manco fosse il maestro Muti, con la curva rossonera, un coretto poco signorile verso il vecchio “amico” traditore Leonardo. Dopo sette anni dopo, il diavolo torna dalle tenebre e colora l’Italia di rossonero.
Alberto Fumagalli

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