Diritti televisivi: quello che gli uomini uniscono, i quattrini dividono
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venerdì, maggio 13th, 2011
“Quello che gli uomini uniscono, i quattrini dividono”, è una delle tante frasi celebri della serie tv Romanzo Criminale ma si può applicare benissimo all’attuale situazione del mondo pallonaro per la questione dei diritti televisivi. In ballo ci sono circa 200 milioni di euro da ripartire e la Serie A è spaccata in due blocchi: da una parte le big (Milan, Juventus, Inter, Roma e Napoli) e dall’altra i restanti 15 club capeggiati dal presidente della Lazio Lotito.
La questione principale riguarda il concetto di “sostenitori”; secondo Milan, Inter, Juventus, Napoli e Roma, i proventi si dovrebbero suddividere sulla base dei tifosi che dichiarano il proprio sostegno ad una sola squadra del cuore mentre le società medio-piccole individuano il numero dei sostenitori comprendendo anche i simpatizzanti per le altre squadre e l’audience televisiva. Nel primo caso ovviamente le cinque big avrebbero introiti maggiori dai diritti televisivi mentre nel secondo caso le stesse squadre perderebbero denaro fluido a vantaggio delle “piccole”.
La battaglia si sta consumando sia in Lega che in tribunale: il 4 maggio la Corte di giustizia federale ha infatti respinto il ricorso presentato da Juventus, Milan, Inter, Roma e Napoli tendente ad ottenere la sospensione della delibera presa a maggioranza dalle altre 15 società di Serie A, che aveva fissato i parametri di individuazione dei bacini di utenza assegnandone la ricerca a tre istituti. Le big hanno però continuato la loro lotta ricorrendo all’Alta Corte di Giustizia del Coni che ha accolto il loro reclamo sospendendo di conseguenza la delibera votata sui diritti tv.
Mercoledì scorso il giorno di fuoco: nel Consiglio di Lega la delibera trova una parità tra i consiglieri (cinque a cinque) e diventa quindi decisivo il voto del presidente Beretta che appoggia la linea delle 15 società, mandando su tutte le furie le big. Galliani, amministratore delegato del Milan, ha minacciato di far finire la storia in tribunale mentre Andrea Agnelli, presidente della Juve, ha parlato della possibilità di una scissione delle big dalla Lega.
In tutto questo caos spicca la posizione anomala della Roma: Rosella Sensi, quindi Unicredit, sostiene la linea di Inter, Milan, Juve e Napoli ma non è dello stesso avviso il futuro presidente giallorosso DiBenedetto. Il tycoon americano infatti avrebbe appoggiato la linea dei club medio-piccoli perché nell’ottica dei ricavi le società più forti avrebbero avuto meno introiti da incassare (il club di Trigoria avrebbe perso di meno rispetto alle altre big). Sono arrivate lettere e delucidazioni da parte dei due “soci” della società giallorossa ma ancora non sembra chiaro da che parte stare. L’unica certezza è che la fine di questa storia sui diritti televisivi non è per nulla prossima.
Luca Parmigiani

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