L’8^ giornata di Serie A tra paradiso e inferno
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giovedì, ottobre 22nd, 2009

Christian Maggio
Paradiso assicurato per chi è devoto al proprio maestro. Paradiso assicurato per l’apostolo di Walter Mazzarri, quel Christian Maggio che sul prato tristanzuolo del San Paolo fa sbocciare la primavera al minuto novantuno e consegna fra le mani del suo vecchio nuovo allenatore la lama per compiere il delitto perfetto: 2-1 spietato sul Bologna e Donadoni è già un (brutto) ricordo. Mazzarri, dunque. Robbabbuona per il vorace patron De Laurentiis. Robbabbuona per chi come l’ex sampdoriano Maggio, sotto la guida del coach di San Vincenzo, ha imparato ad arare le zolle esterne del Ferraris meglio di un caterpillar, tanto da finire – seppur per un paio di occasioni – dritto dritto tra le braccia di Lippi durante la maratona premondiale. Christian ringrazia Walter per le lezioni di fascia impartitegli a Genova, Walter ringrazia Christian per il gol insperato confezionatogli alla prima. La prima tappa verso il paradiso.
L’inferno (calcistico s’intende, non siamo così severi) aspetta l’arbitro Orsato, che riesce nell’impresa di esser mandato al diavolo sia dalla Sampdoria che dalla Lazio. Perché sulla sua direzione di gara hanno molto, troppo da dire doriani e biancocelesti in coro. Pazzini lascia l’Olimpico col naso sgretolato dal guantone omicida di Muslera senza nemmeno ottenere le briciole di un rigore sacrosanto. Rigore che è chimera anche per Ziegler, quando viene seppellito da Diakite ma Orsato ha la testa sotto terra come uno struzzo e non assiste al funerale blucerchiato. Baronio, già ammonito, acchiappa in tackle un pallone dalle parti di Cassano ma l’arbitro di Schio confonde l’intervento lecito del regista laziale con un’entrata a gambe incollate dai connotati killereschi e gli palesa il secondo giallo uguale rosso. Rosso fuoco. Domenica infernale per Orsato.
VERSO LA 9^ – L’Inter vuole allungare sulla Samp defraudata a Roma e nell’anticipo di sabato ospita il Catania che ha imparato a vincere. La Juve non sa più vincere e vuole capire cos’è la continuità a Siena, dove i bianconeri meno blasonati vedono nello specchietto retrovisore solo il nuovo disperato Livorno di Cosmi che va a stuzzicare una Roma stupidina, vedi scorso posticipo contro il Milan. Fiorentina-Napoli è sfida nazionale Gilardino-Quagliarella, mentre il grifone genoano, fatto a fettine da Stankovic&co., va a Cagliari in cerca delle ali perdute. La Sampdoria seconda in classifica cerca ancora gloria a Bologna, sulla cui panchina siede ora Colomba. Chiudono Atalanta-Parma, Bari-Lazio, la sfida tutto attacco e fantasia Palermo-Udinese e la delicata trasferta del Milan a Chievo. Ok, il quartierello veronese non è Madrid. Ma l’impresa per Leonardo è diventare grande con le piccole. Anche se la squadra di Di Carlo tanto piccola non è.
Joni Scarpolini

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