Lazio, il pianto non serve: l’Udinese si riscopre da Champions
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lunedì, maggio 9th, 2011

Antonio Di Natale (GETTY IMAGES)
Meno due alla fine. Se il Milan di Allegri brinda, festeggia e punta dritto al ‘double’ (scudetto più Coppa Italia), la lunga e tortuosa guerra sportiva che conduce al 4° posto è attesa da due battaglie decisive. Le ultime. Sono tutte lì, sempre le stesse, punto a punto. L’incredibile alternanza di risultati le ha portate l’una ad un soffio dall’altra, alla vigilia di un finale thrilling. Coloro autorizzati a mordersi le mani sono gli incauti esponenti di casa Lazio: nel giro di sole tre giornate è stato gettato al vento un tesoretto preziosissimo. Tre sconfitte consecutive, e che sconfitte! Prima con l’Inter a Milano, poi con la Juve a Roma e infine contro l’Udinese nello spareggio europeo del ‘Friuli’.
Dal possibile sogno secondo posto al pericolo tangibile di non entrare nemmeno in Europa League: questo perché? Semplice. La cultura del pianto ad ogni costo ha prodotto squarci gravi e guai enormi. L’intero ambiente laziale, da qualche settimana, ha preferito concentrare le proprie attenzioni sulle vicende dei cugini ‘giallorossi’, accusati di aver messo a punto chissà quale strampalato complotto di palazzo al fine d’assicurarsi l’ultimo posto Champions. Dalla task force al tintinnio di manette, ne abbiamo sentite di tutti i colori. Con l’infelice esito di esasperare gli animi e far sprofondare in una crisi psicologica e nervosa la squadra di Edy Reja.
Sette i punti di vantaggio sulla Roma tre settimane fa, zero oggi, con le due compagini capitoline appaiate al 5° posto a quota 60 punti (in virtù degli scontri diretti i giallorossi sono davanti). Al quarto posto è tornata un’Udinese (punti 62) apparentemente derelitta, quasi affossata dalle tre sconfitte nelle precedenti quattro domeniche. Il 2-1 alla Lazio rispolvera il talento di Di Natale e la voglia d’Europa di una piazza che spera, come nel 2005 (con Spalletti), di festeggiare la Champions all’ultima giornata contro un Milan sazio e appagato. Friulani ora come ora strafavoriti, con Roma e Lazio ancora appese a microscopiche speranze. Senza dimenticare la Juventus, anima birichina ancor lontana dal sentirsi spacciata.
Alessio Nardo

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