Milan campione d’Italia 2010-11: è lo Scudetto di Allegri. Obiettivo tornare grandi in Europa
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domenica, maggio 8th, 2011
Sette anni. Tanto è passato da quell’incornata di Shevchenko contro la Roma. Sette anni dopo ancora i giallorossi sul cammino del Milan. Allora fu a San Siro, questa volta è stato all’Olimpico. Il risultato uguale identico: Scudetto. Il Milan diventa campione d’Italia per la diciottesima volta nella sua storia e mette fine alla serie di vittorie dell’Inter. Milano torna ad essere rossonera e non poteva essere altrimenti dopo che, in estate, il Milan si era assicurato le prestazioni dell’uomo-Scudetto per eccellenza: Zlatan Ibrahimovic, otto campionati vinti nelle ultime 8 stagioni (compreso quello di quest’anno con il Milan).
E’ stato lo scudetto di Berlusconi, ha ricordato Galliani, per i grandi investimenti fatti in estate (Ibra e Robinho su tutti). E’ stato lo scudetto di Allegri, aggiungo io, perchè dopo anni il Milan è tornato a correre anche senza palla, cosa che ormai i rossoneri non facevano più dal 2006 a questa parte, nonostante la Champions vinta nel 2007 (ma li a correre era solo uno, Kakà). Allegri ha rimotivato tutti, ha fatto sentire importante chiunque ed è stato ripagato con prestazioni importanti quando ne ha avuto bisogno (Oddo e Jankulovski per fare due nomi).
Poi le qualità dei singoli, messe a servizio della squadra, ha fatto il resto. Solidissimo il reparto difensivo, con uno straordinario Abbiati e un’insuperabile coppia di centrali come Nesta e Thiago Silva. Il centrocampo ha trovato il giusto equilibrio con i tre mediani ma soprattutto con l’arrivo di Van Bommel, subito titolare, cha ha garantito nello stesso tempo quantità e qualità. Poi davanti bastava dargli la palla: Ibrahimovic, Pato, Robinho, Cassano hanno saputo buttarla dentro in ogni modo.
Di nuovo primi in Italia, l’obiettivo adesso è quello di tornare grandi anche in Europa. La società sta già lavorando in questo senso. Il presidente Berlusconi ha annunciato “regali costosi” e il popolo rossonero continua a sognare.
Gaetano Alfano

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