Dalla C alla Champions: la rinascita del Napoli
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mercoledì, maggio 4th, 2011
E’ il momento che tutti i tifosi del Napoli aspettavano da anni. Da quel dannato 2004, anno del fallimento, quando i supporter partenopei videro la loro amata squadra ridotta a nulla, a un pezzo di carta comprato per quattro soldi da Aurelio De Laurentiis. Il Napoli ora ha conquistato la matematica certezza di partecipare alla prossima Champions League, almeno partendo dai preliminari, ma con buone probabilità di piazzarsi in una posizione che consenta di evitarli. Una consacrazione, una rinascita, che però parte da lontano, proprio dall’annus horribilis 2004, quando Marino e De Laurentiis costruirono una squadra in fretta e furia per permetterle di partecipare al campionato che allora si chiamava C1. Si dice che quando tutto va male, l’unico modo per rialzarsi e ricominciare sia toccare il fondo, e così è stato anche per il Napoli.
I tifosi non hanno mai mollato la squadra, memorabile è un Napoli-Cittadella, prima giornata in Serie C, con 40.000 spettatori al San Paolo (record all’epoca per la categoria, che sarà poi ribattuto dallo stesso Napoli.), ma anche le incredibili trasferte a Gela o a Lanciano, con migliaia di supporter al seguito. Ora ben altri palcoscenici attendono il Napoli: Barcellona, Manchester, Londra, Madrid saranno mete ambite per i girovaghi tifosi azzurri, che hanno già dimostrato la loro voglia di seguire ovunque la squadra quest’anno in Europa League, in trasferte come Liverpool, Utrecht, Bucarest e Villareal.
Accedere in Champions segna la fine di un incubo, la definitiva consacrazione fra i grandi del calcio italiano e non solo. In soli 7 anni si è ripartiti dai campetti abbandonati di Paestum (prima sede del ritiro del Napoli nel 2004), con pochi giocatori e per giunta senza divise e palloni (li andarono a comprare El Pampa Sosa e Marino), per arrivare a calcare i palcoscenici più prestigiosi al mondo, quelli dell’Europa che conta. E poco importa se oggi questo o quel giocatore andrà via, se non si acquisterà Inler o Borja Valero, o se Mazzarri stia davvero facendo i capricci; quello che conta è che il Napoli è tornato a fare sul serio e con i suoi instancabili e sempre presenti tifosi, si affaccia sul panorama europeo come una delle più belle realtà del calcio italiano.
Alessio Esposito

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