Maicon, Milito, Pandev: all’Inter è tempo di cessioni illustri
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giovedì, aprile 28th, 2011
Maicon (REUTERS)
L’offerta è un foglio stracciato. Quella del Real Madrid per Maicon dev’essere ancora nel cestino dell’ufficio di Massimo Moratti. Quanti erano? Trenta, quaranta milioni? Il presidente ci penserà, ogni tanto. José Mourinho voleva Maicon, ha insistito con Florentino Perez fin dal primo giorno per sistemare la fascia destra e spostare Sergio Ramos al centro. Non ci è riuscito.
L’Inter ha resistito alla proposta di Florentino e si è tenuta il suo galactico, salvo poi ripensarci dopo le prime partite – disastrose – di Sisenando. Non era lui, quello. Dicevano che se l’era presa perché avrebbe voluto seguire il Filosofo a Madrid, che con Rafa Benitez non riusciva a legare. Poi, quando Rafa è stato esonerato, è improvvisamente tornato Maicon. La corsa potente, la progressione, il cross dal fondo. Di nuovo simile al terzino del triplete, ma non ancora lui. Ecco perché un anno dopo, in caso di un altro fax dalla sede del Real, l’Inter potrebbe pensare seriamente di cederlo: Maicon ha 30 anni e a giugno potrebbe presentarsi l’ultima possibilità per incassare una cifra importante.
Vale per lui e per Milito. I maligni dicono che abbia esaurito il bonus nella stagione scorsa, quando ogni pallone toccato nei pressi dell’area di rigore era un gol. Dicono che il 2010 sia stato il «suo anno», quello in cui un centravanti tira e segna. Lo è stato, certo, tanto che la sua esclusione dai candidati per il Pallone d’oro ha scandalizzato mezzo mondo. E però Milito ha sempre fatto gol. Nel Genoa, nel Real Saragoza, ancora al Genoa. Gol, gol, gol. Sempre. Tranne quest’anno. La palla non entra più, Diego. Esce di tanto così, questione di centimetri, di sfiga, finisce sul palo o in bocca al portiere. Era impensabile che Milito si ripetesse sui livelli dello scorso anno, era impensabile per l’Inter in generale. E però gli infortuni e i troppi errori sotto porta hanno messo in dubbio anche uno dei migliori attaccanti del mondo. Anche qui conta l’età più della riconoscenza: 32 anni e l’opportunità, per Milito, di strappare l’ultimo contratto della carriera. All’Inter o altrove. Se avrà richieste, Moratti e Branca potrebbero prendere in considerazione l’ipotesi di una cessione.
Sarà lo stesso anche per Goran Pandev. Non basta un gol per restare, anche se è il più importante dello strano 2011 dell’Inter. Pandev è tornato in una sera di Coppa contro il Bayern: palla sotto la traversa e remake di titoli tipo «pazza Inter» e cose simili per la rimonta completata a Monaco. Goran è più giovane (classe ‘83) di Maicon e Milito, ha fatto il suo l’anno scorso perché alla fine il compito che gli aveva affidato Mou era quello di sacrificarsi in marcatura e di correre il più possibile. Ha fatto il suo perché con José in panchina l’Inter era un meccanismo talmente perfetto che chiunque avrebbe avuto la possibilità di fare bella figura se avesse accettato i dogmi dell’allenatore. E però questo Goran, l’ultimo Goran, all’Inter non serve. Maicon, Milito, Pandev: quest’anno l’Inter penserà a fondo prima di stracciare le offerte.
Filippo Merli

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