Ora è davvero finita, il Milan può pregustare lo scudetto
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lunedì, aprile 18th, 2011

Cassano-Robinho
Le ultime residue speranze di tenere aperto il discorso scudetto sono state brutalmente spazzate via domenica sera al San Paolo. Dinanzi alla solita splendida Udinese, il Napoli di Walter Mazzarri ha annunciato una resa in grande stile, consegnando di fatto il tricolore al Milan. Non c’è più speranza, fatta salva una microscopica percentuale relativa all’imponderabile. Il Diavolo capolista, a cinque giornate dal termine, può iniziare a preparare i festeggiamenti per un ritorno al successo dopo ben sette anni d’attesa. Con la piena convinzione di celebrare un titolo meritato.
L’ultimo brivido? Palermo, un mese fa. Sembra ieri, ma di tempo ne è già trascorso tanto. Quel Milan fu troppo brutto per esser vero. Bastonato e piegato dai rosanero guidati dalla meteora Cosmi, col fiato sul collo di Napoli e Inter, sempre più pressanti. Nei quindici giorni successivi, Massimiliano Allegri ha dimostrato di essere un grandissimo allenatore (non un uomo da copertina, ma autentico maestro della panchina), cementando e ricompattando il gruppo in vista del derby. Il sorpasso annunciato dei cugini si è trasformato in gloria rossonera. Dal ‘Barbera’ in poi, solo trionfi: Inter, Fiorentina, Sampdoria. Che uniti ai capitomboli altrui hanno proiettato il Milan nell’olimpo, con sei lunghezze di vantaggio sul Napoli e otto sull’Inter. L’aritmetica non condanna Mazzarri. Ma, calendario alla mano, il Diavolo non dovrebbe faticare a guadagnare i nove punti sufficienti a spedire in archivio il torneo 2010-2011.
Rischia invece di farsi incandescente la lotta ai posti Champions. Il Napoli sembra ben saldo, ma le sfide con Inter (al San Paolo) e Juve (a Torino) negli ultimi due turni potrebbero riservare brutte sorprese. La stessa Inter, vittima di un calo inesorabile in quest’inizio di primavera, si ritrova terza con tre soli punti di vantaggio sulla Lazio e quattro sull’Udinese. E domenica a San Siro ci sarà proprio l’interessantissimo match contro Hernanes e soci. Ne potranno approfittare la già citata Udinese (impegnata nello scontro diretto con la Lazio tra tre giornate al ‘Friuli’) e la malconcia Roma, obbligata a battere il Chievo e sperare in flop altrui per rientrare in gioco. Infine, la Juventus. Non sono bastate tre vittorie consecutive ed un pareggio (dieci punti in quattro gare) a scrostarsi dal settimo posto. Segno dei tempi e dell’ennesimo anno di stenti. Tanto che nemmeno il gustoso Lazio-Juve, in programma tra due settimane, sembra suscitare alcun sussulto di speranza. L’obiettivo, ora come ora, è evitare i preliminari d’Europa League. Questo passa il convento.
Alessio Nardo

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