TOP FIVE OF THE WEEK: Balotelli “bad boy” perfetto per Spike Lee
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sabato, marzo 5th, 2011

Delio Rossi (GETTY IMAGS)
5 – In quinta posizione mettiamo la conferenza d’addio di Delio Rossi.
Dopo la sconfitta per 0-7 al Barbera contro l’Udinese, risultato poco credibile anche per una partitella di calcetto nel campetto dell’oratorio, risulta inevitabile ed immaginabile la reazione del patron Zamparini. Durante la partita, tra una fiammata di Sanchez e una giocata di Di Natale, il viso di Delio Rossi s’incrucciava piano piano invecchiando vistosamente dopo ogni goal subito dal suo Palermo. Forse, come i gatti, mister Delio aveva 7 vite per non crollare dopo le sette umilianti “pappine” rifilate dai terribili bianconeri di nord-est, o forse una pazienza che superi la norma per sopportare il mai domo e contento padrone Zamparini, copia mal riuscita del terribile Montgomery Burns dei Simpson. Nella conferenza d’addio di Delio Rossi, silurato da Zamparini, si vede l’affetto di tutta la città, che accompagna il dispiacere di un uomo sorpreso tra qualche lacrima e singhiozzo, che saluta per sempre la sua creatura, che per tanto tempo è stata di gran lunga una delle più belle realtà di tutto il campionato

Adriano Galliani
4 - In quarta posizione mettiamo il bacio di Adriano Galliani.
Dopo il goal di Kevin Prince Boateng contro il Napoli, Adriano Galliani manda baci ad Enrico Preziosi, ospite a San Siro per la partititissima. Il bacio non è di certo quello di Giuda, Galliani ringrazia con tutto il cuore il Re del giocattolo numero 1 del Genoa, che in estate ha lasciato al Milan parte del cartellino del centrocampista ghanese ex Porstmouth. Non è certamente da immortalare come un bacio da locandina cinematografica quello di Adriano Galliani, ma un simpatico gesto di riconoscimento verso l’amico e complice di trattative Preziosi. Dopo gli affari Kaladze, Paloschi, Amelia, Strasser, Zigoni tra Milan e Genoa rimane vivo il legame di mercato, probabilmente anche per il prossimo anno. Contando nella tranquilla conferma di Big-bang Boateng e sperando che con quel bacio Preziosi possa trattare anche per il futuro di Criscito. Allora in quel bacio forse un pò di Giuda c’è stato.

Samuel Eto'o (OLYCOM)
3 – In terza posizione mettiamo la legge è uguale per tutti.
E già, la legge è uguale per tutti. Anche per Samuel Eto’o, campione assoluto dell’Inter che per prendersi un caffè in via Montenapoleone, posteggia il proprio Suv in divieto di sosta. Il campione di tutto camerunense mai poteva pensare che in quel momento potesse arrivare Massimiliana Pinto, vigilessa venticinquenne, pronta a punire giustamente il trasgressore. Chissà se la giovane in divisa è simpatizzante milanista, ma sta di fatto che il macchinone in divieto di sosta non si può parcheggiare. Se per mettere in crisi Eto’o non basterebbero i più forti difensori del mondo, alla giovane vigilessa è bastato poco. Una multa da 39 Euro, con un Eto’o che invano ha provato a supplicare con lamentele da calcio di rigore non dato l’agente Pinto. La multa da 39 euro sono noccioline, o forse il prezzo stesso del caffè da Cova in via Montenapoleone, per chi di euro ne guadagna dieci milioni all’anno, ma si sa che qualsiasi automobilista del mondo , Eto’o o chi altro, sarebbe pronto a tutto per evitare l’incrocio inaspettato con un severo vigile.

Josè Mourinho (LA PRESSE)
2 - In seconda posizione mettiamo il solito Josè.
Dopo qualche settimana d’assenza nella nostra rubrichetta settimanale non poteva che ritornare lo Special One Jose Mourinho. Con il Barcellona del dolorante Pep Guardiola, che tra un colpo della strega e una presunta lombalgia, dirige a perfezione i suoi marziani Villa, Messi, Xavi e amici verso l’ennesimo trionfo della Liga, l’ego di Mourinho non può ovviamente stare zitto ad aspettare. Prima le polemiche sul calendario che facilita la squadra catalana, poi il botta e risposta che fà rimpiangere ad ogni giornalista di aver preferito il calcio allo snorkeling o alla più tranquilla equitazione, dove perlomeno era quasi impossibile trovarsi davanti Mourinho. Ma il vero bersaglio del condottiero del triplete è il mister del Malaga, nuova squadra dalle grandi e prossime ambizioni, Mauricio Pellegrini, di ritorno per la prima volta al Bernabeu dopo il fallimento della passata stagione. Se Mourinho viene definito pagliaccio intrattenitore o uno showman da cabaret, da chi viene punzecchiato dalle sue parole, lo special one risponde a dovere. La sola grande differenza tra me e il vecchio Pellegrini, dice Josè, è che se mai dovessi essere cacciato dal Real, io dall’alto della mia carriera non cederei mai ai castelli di carta del Malaga, ma verrei corteggiato dalle più grandi squadre inglesi o italiane. E come al solito Josè ne esce da vincitore, sia sul campo (7-0) che tra i microfoni di una presunta semplice conferenza stampa.

Mario Balotelli
1 – In prima posizione mettiamo Super Mario Balotelli.
Nuovo look per il modello di tutti gli aspiranti “bad boy”, crestona bionda da ultimo dei moicani, scappatelle notturne con belle donne, personaggio perfetto per un film di Spike Lee. Tra la sua corsa un pò sfaticata e quella maledetta nostalgia delle belle notti di Milano, super Mario sembra che nella infelice, fredda ed industriale Manchester l’unica cosa che lo fa stare bene è segnare ogni volta che scende in campo. La sua vittima preferita è l’Aston Villa e il vecchio portiere americano Friedel, già silurato 4 volte in questa stagione. Poche presenze a causa dei soliti capricci per un gionocchio non ancora perfettamente apposto, ma una media goal che conferma la grande classe del nostro centravanti azzurro. Balotelli contribuisce con un goal alla qualificazione verso i quarti di finale della FA Cup, si guadagna l’abbraccio del paziente papà Roberto Mancini, fà sognare gli ambiziosi tifosi degli azzurri di Manchester ma soprattutto si trasforma da pacere e testimonial del fair-play e del calcio corretto per pochi secondi, separando da giocatore modello e cosciente il faccia a faccia tra due terribili giganti come Richard Dunne e Yaya Tourè. Se al genio indiscusso di Mario Balotelli si potrà mai, un giorno, aggiunge anche solo un pizzico di regolatezza, avremmo a che fare con il calciatore perfetto.
Alberto Fumagalli

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