La Roma si riscopre fragile

Philippe Mexes

Philippe Mexes

Un pareggio amaro, denso di rimpianti. La trasferta della Roma a Livorno si conclude con un nulla di fatto, in chiave scudetto. Per due volte in vantaggio, i giallorossi sbagliano il rigore del 4-2 a fine primo tempo e nella ripresa subiscono il penalty del 3-3. L’ennesima grande chance gettata al vento, dopo quelle di Cagliari e Napoli, aumenta la delusione in seno alla tifoseria. Nulla è perduto, questo è bene dirlo. A dieci giornate dalla fine, con un Roma-Inter alle porte, sognare è ancora possibile. Ma Claudio Ranieri dovrà rimettere presto in carreggiata il proprio team, riscopertosi improvvisamente fragile.

IL COMMENTO – Dieci gol incassati in quattro delle ultime sei gare disputate. Dieci pesantissime reti, che alla Roma son costate l’eliminazione dall’Europa League e quattro punti persi in campionato. Che cosa succede? Il discorso ovviamente non può restringersi solo alla difesa, bensì all’intera squadra. Il primo problema è sotto gli occhi di tutti. La Roma, dagli inizi di febbraio, vive un periodo di evidente calo atletico. A Livorno qualche miglioramento si è visto, in tal senso. Gli otto giorni abbondanti di riposo, dopo lo 0-0 con il Milan, hanno permesso al gruppo di recuperare fiato, e per un’ora la Roma è andata a vele spiegate. Dal 60′ in poi, la sofferenza l’ha fatta da padrona. Giocatori stanchi, fiacchi e privi di sufficienti energie per tentare di segnare il quarto gol. Oltre al discorso fisico, c’è da analizzare l’avaria del reparto arretrato. Fino ad oggi, la difesa romanista è stata retta da un monumentale Juan e dal concreto Burdisso. Sono bastati alcuni piccoli cambiamenti di Ranieri, e riecco gli spettri della passata stagione. Si è rivisto Mexés in coppia con Juan in un paio di occasioni: all’Olimpico contro il Panathinaikos e domenica a Livorno. Risultato? Sei gol incassati, un disastro. Non è la prima volta che i due, in tandem, faticano a trovare l’intesa. Se poi il brasiliano, come accaduto al “Picchi”, si prende una giornata di ‘relax’, per la Roma è notte fonda. Il guasto, ovviamente, non è solo in mezzo ma anche sugli esterni. Se a Riise gli si può imputare poco (il norvegese è molto stanco, vista la quantità enorme di partite consecutive disputate), Motta e Cassetti continuano ad alternarsi a destra, con risultati mediocri. Sono i problemi dell’ultima Roma spallettiana, che Ranieri aveva in parte risolto. Già da sabato, la truppa giallorossa è chiamata a mostrare il lato migliore di sé stessa. Contro l’Udinese ne mancheranno quattro per squalifica (Pizarro, De Rossi, Taddei e Mexés), ma non ci sono più scuse. La vittoria, ormai, manca quasi da un mese.

Alessio Nardo

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