Il professor Seedorf fa sognare il Milan
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lunedì, marzo 15th, 2010

Clarence Seedorf
Il Milan coglie una vittoria incredibile e insperabile nel posticipo della 28a giornata di campionato. A San Siro la squadra di Leonardo supera un ottimo Chievo grazie ad una prodezza di Clarence seedorf (entrato all’80′ al posto di uno stanco Pirlo) che dopo un’azione personale conclude con un diagonale chirurgico che si insacca alla destra di Sorrentino. Con questa vittoria i rossoneri si portano a -1 dall’Inter in virtù della sconfitta di quest’ultima venerdì a Catania. Il campionato è, adesso più che mai, riaperto. Da registrare l’ottima prova di Pippo Inzaghi e il brutto infortunio rimediato da Beckham (rottura del tendine d’ Achille). Per lui stagione finita e addio Sudafrica.
IL COMMENTO – Quando il gioco si fa duro, i duri cominciano a giocare. C’è voluta una gemma di un fuoriclasse assoluto per abbattere l’ordinato Chievo; e chi più di Clarence Seedorf avrrebbe potuto decidere la sfida. Lui, giocatore dotato di grandissima classe ma soprattutto di una personalità disarmante. Uno di quelli capaci di prendere in mano la squadra in momenti, come quello di ieri, dove è difficile assumersi responsablità. Proprio per questa sua capacità di mettersi in prima fila, insomma di metterci anche la faccia in molte circostanze, proprio per questo in passato ha anche rimediato qualche fischio. Non è un caso che il Milan con il “professore” in campo (così lo definiscono i suoi compagni di squadra proprio per la sua capacità di trascinare la squadra) assume un’altra identità. La squadra, con lui in campo, si sente meno responsabilizzata, perchè sa che c’è chi è capace di grandi giocate in situazioni delicate. I rossoneri hanno un grande bisogno di lui fino alla fine della stagione perchè in ballo c’è uno scudetto da cercare di conquistare e un giocatore che al 90′ prende palla a cetrocampo, salta in dribbling due uomini e scaglia un diagonale da fuori area, non può che fare comodo. Dopo tutto stiamo parlando di uno dei megliori centrocampisti che il gioco del calcio ci abbia mai presentato. E noi siamo lieti di averlo conosciuto. Chapeau Clarence, chapeau!!
Pietro Frisoli

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