C’è un’Italia che ride, è l’Italia dello sci alpino
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martedì, febbraio 22nd, 2011

Christof Innerhofer
C’è un’Italia che ride e di questi tempi non è affatto male. Un’Italia che funziona ma è pronta a cambiare. È l’Italia dello sci alpino, tornata a casa dai Mondiali tedeschi di Garmisch-Partenkirchen con sei medaglie e una polemica di troppo. Il presidente della Fisi Morzenti sembra infatti deciso, con l’avvallo del consiglio federale, a sollevare dal suo incarico il ct Claudio Ravetto. Esonerare il mister proprio quando arrivano le vittorie, una scelta poco comprensibile.
Lasciamo i palazzi del potere e i suoi giochi (magari un giorno torneremo ad occuparcene per capire quanto male facciano allo sport italiano) e passiamo a celebrare gli atleti. Sei medaglie dicevamo, un bottino così ricco mancava dal 1997, anno della doppietta d’oro di Deborah Compagnoni al Sestriere. Nelle ultime edizioni avevamo imparato ad accontentarci di molto meno: 3 medaglie in Svezia nel 2007 e 2 in Francia nel 2009. L’opaca stagione azzurra in Coppa del Mondo non faceva presagire di poter andare molto al di là di questi risultati.
A questo punto c’è sempre un invece. L’uomo che non ti aspetti (almeno non a questi livelli) e che fa saltare il banco. Per scovare il protagonista italiano a Garmisch basta fare silenzio ed ascoltare: un tintinnio proviene dal bagaglio di Cristof Innerhofer. Dentro, la collezione completa di medaglie iridate: l’oro del super G, l’argento della supercombinata e il bronzo della discesa. A podio in tre gare, un miracolo riuscito solo a Zeno Colò ad Aspen (Usa) nel 1950.
Non solo “Inner” però. I suoi successi sbloccano mentalmente il gruppo, si abbassa la tensione del risultato da raggiungere a tutti i costi e in un circolo virtuoso arrivano le medaglie di Peter Fill (bronzo in supercombinata), Manfred Moelgg (bronzo in slalom) e a difendere l’onore delle ragazze Federica Brignone (argento in gigante a soli 11/100 dall’oro). Da segnalare anche il quarto posto in gigante di una ritrovata Denise Karbon e il sesto posto della giovanissima Elena Curtoni (classe ‘91) in super G.
Riccardo Marchese

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