La 27^ di Serie A tra paradiso e inferno

In paradiso: Miccoli e Cossu, sognando il Sudafrica

Fabrizio Miccoli

Fabrizio Miccoli (AFP)

Paradiso assicurato per due aspiranti sudafricani, Fabrizio Miccoli e Andrea Cossu, due che se giocassero nell’Inter o nel Milan sarebbero già in coda al chek-in mondiale e che invece, facendo i miracoli in piazze meno pompate come Palermo e Cagliari, devono accontentarsi di vivere sperando nella magnanimità di Lippi, uno che deve fare i conti con gli Amauri o i Balotelli vari, ergo: altro a cui pensare. Peccato, perché il Romario del Salento sta trascinando i siciliani verso l’empireo stellato della Champions, mentre il fantasista del Cagliari non avrà sbancato Montecarlo ma continua a mietere gesta eroiche sull’isola felice. In un’epoca in cui gli attaccanti rampanti non mancano di certo, questi due campioncini di provincia si ritrovano a sgomitare in un imbuto: teoricamente, più Sudafrica per Miccoli rispetto a Cossu, visto che l’ex di Lecce,  Juve, Fiorentina, Benfica e Palermo di dimostrazioni di classe ne ha date parecchie, mentre il trequartista sardo sta ottenendo solo ora quanto seminato in dieci anni di carriera da comprimario. Ma tant’è: Lippi non spenga il sigaro, questi due hanno acceso le fantasie dei loro tifosi.

 

All’inferno: Inter, giorni di fuoco

Josè Mourinho

Josè Mourinho

Oddio, mandare all’inferno l’Inter capolista è un azzardo al diavolo. Poi però scorgi a -4 proprio lui, il Diavolo, e capisci che il terzo pari in 4 gare è comunque indice di un calo vistoso e che Mourinho deve dare una calmata a se stesso, perché in tribuna è rovente quanto in panca, e una sterzata ai suoi, grigi, noiosi, confusi e nervosi nelle ultime uscite, vedi l’ultimissima contro il Genoa in casa, quando Milito sembrava stregato dal suo recente passato ed Eto’o ancora prigioniero di un’involuzione post-Coppa d’Africa. Si dice che questo scudetto può perderlo solo l’Inter, non si dice quasi mai che questo scudetto può vincerlo anche il Milan, volendo anche la Roma. Non si dice mai che il campionato odierno è strano, con un abbassamento di ritmo in contemporanea da parte delle prime tre, che cominciano a risentire della stanchezza causata da rimonte strepitose (la Roma), da rincorse estenuanti (il Milan) e da un ossessivo desiderio di fare sempre e comunque la voce grossa (l’Inter). L’armata nerazzurra si dia una tregua, ma non abbassi la guardia.

Joni Scarpolini

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