A Manchester serve una notte da Milan

Leonardo

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Dopo il pareggio a Roma di sabato, il Milan mantiene invariato il suo distacco dalla capolista Inter in virtù del pareggio di quest’ultima nel posticipo casalingo contro il Genoa. Così, con soli quattro punti di svantaggio, mantiene ancora vivi i sogni di gloria. Accantonato il campionato, mercoledì c’è da giocare una delicatissima sfida: il ritorno degli ottavi di finale di Champions League contro il Manchester United all’Old Trafford. L’andata a San Siro terminò 3-2 per lo United, perciò occorrerà vincere con due gol di scarto. Ma sarà davvero possibile questa impresa? Quali accorgimenti tecnico-tattici serviranno per abbattere l’armata dei Red Devils?

IL COMMENTO – Mercoledì andrà di scena la partita più delicata dell’era Leonardo, il quale dovrà fare a meno del suo talento più cristallino, Pato, salvo miracoli. Infatti il Papero nelle ipotesi più ottimistiche comincerà la partita dalla panchina. Stessa sorte toccherà a Clarence Seedorf. I due rossoneri stanno compiendo una vera e propria corsa contro il tempo per cercare di dare il loro contributo alla squadra nella trasferta in terra inglese. Leonardo, che sembra crederci molto, confermerà il nuovo modulo tattico visto contro la Roma, con il quale i rossoneri hanno ben figurato. Ronaldinho trequartista alle spalle delle due punte di peso Borriello e Huntelaar. Forse aumenteranno le possibilità di una rimonta per la squadra di Leonardo se non dovesse essere della partita l’avversario più temibile: Wayne Rooney. Infatti, Sir Alex Ferguson, ha dichiarato che la presenza del suo asso è in forte dubbio a causa di un infortunio al ginocchio rimediato in nazionale, ma il tutto sa tanto di pre-tattica. Tornando ai rossoneri, non si può non sottolineare la carica psicologica che la squadra ha ricevuto sabato, durante il ritiro a Roma, dal proprio presidente Berlusconi che ha chiesto un’impresa, l’ennesima gemma da incastonare nella propria gloriosa presidenza. Aggiungerei che “semplicemente” serve una notte da Milan. Perchè questo club si nutre di grandi imprese. Bisogna essere fiduciosi, o meglio, crederci perchè, per dirla alla Denis Diderot, si corre lo stesso rischio a credere troppo che a credere troppo poco. E il Diavolo ha bisogno di sentire attorno la fiducia della sua gente, del suo popolo.

Pietro Frisoli

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