Catania e Bologna si allontanano dalla zona calda

Foto LAPRESSE

La ventiseiesima giornata di Serie A ha dato una grossa spinta verso l’alto a Bologna e Catania, le due squadre della “zona retrocessione” nel miglior stato di forma. Infatti sia gli emiliani che gli etnei riescono in importanti vittorie contro avversari forti come Genoa e Bari. Partiamo dal Catania che, nell’anticipo del Massimino, con un clamoroso 4-0 firmato Ricchiuti, Llama, Morimoto e Martinez, batte il Bari di Ventura in una gara dove anche i pugliesi hanno avuto le loro chance, senza però concretizzarle. Il Bologna, invece, riesce a strappare una grandissima vittoria sotto il diluvio di Marassi, vincendo 4-3 contro un Genoa mai domo e che ha dato parecchio filo da torcere agli uomini di Colomba; le due squadre si combattono a colpi di gol, ma alla fine a spuntarla sarà il Bologna grazie alla straordinaria tripletta di Adailton.

Grazie a questi due poker, le squadre di Colomba e Mihajlovic iniziano a prendere distacco dalla zona “caldissima” della classifica salendo rispettivamente a 31 e 27 punti. Merito dei calciatori autori di grandi prestazioni, ma anche dei due allenatori che, arrivati a campionato in corso, hanno avuto il merito di risollevare il morale prima, il gioco poi delle loro squadre. Per quanto riguarda il Catania, infatti, dopo 15 giornate con soli 9 punti raccolti sotto la gestione Atzori, viene chiamato l’8 dicembre Sinisa Mihajlovic. L’allenatore serbo, dopo la prima sconfitta con il Livorno, ha raccolto vittorie importanti come quelle a Torino contro la Juve e a Roma contro la Lazio, risollevando la squadra anche dal punto di vista del gioco, utilizzando spesso e volentieri moduli molto offensivi; della serie “la miglior difesa è l’attacco”. Colomba ha preso le redini del Bologna il 20 ottobre dopo l’altalenante gestione Papadopulo; pur iniziando con risultati alterni, l’ex allenatore di Napoli e Reggina è riuscito ad inanellare una serie di risultati utili che ha sradicato i rossoblù dagli ultimissimi posti. Si dice che quando la squadra perde, la colpa è sempre dell’allenatore, ma in questo caso ci troviamo di fronte a un dato tangibile, che dimostra quanto la figura del tecnico sia stata decisiva al raggiungimento di grandi risultati.

Alessio Esposito

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