Il Milan ai piedi di Dinho
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giovedì, febbraio 25th, 2010
Il Milan si aggiudica il recupero della 17a giornata di Serie A. Infatti, a Firenze, gli uomini di Leonardo hanno la meglio in un incontro ricco di emozioni. A passare in vantaggio sono i viola con l’ex Gilardino al 14′. Primo tempo dominato letteralmente dalla squadra di Prandelli. Il Milan si sveglia solo nel finale ed è quanto basta per portare a casa il risultato; quindi prima Huntelaar (entrato da poco in campo); poi Pato allo scadere fissano il risultato sul 2-1. Entrambi gli assist sono stati siglati da Ronaldinho. Leonardo, inoltre, dovrà ringraziare Abbiati per le provvidenziali parate e l’arbitro Rosetti, per aver negato un chiaro rigore su Montolivo.
IL COMMENTO – Ronaldinho is back! C’è chi lo considerava un giocatore finito, una figurina, uno strumento acquistato per fare soldi. Lui ha continuato a lavorare a testa bassa convinto di avere le potenzialità per tornare tra i migliori e, come sappiamo, volere è potere. Ronaldinho è la dimostrazione di una incredibile forza di volontà perchè lui è riuscito a zittire tutti. Adesso il Milan dipende da lui; dalle sue giocate incredibili, dai suoi gol, ma soprattutto dai suoi meravigliosi assist. Ieri altre due regalati prima ad Huntelaar poi a Pato che hanno portato lo score a 14 totali dall’inizio della stagione. Se aggiungessimo anche i cosiddetti “pre-assist” noteremmo che tutte le azioni del Milan di quest’ anno che hanno portato ai gol sono tutte o quasi partite dal genio di Dinho. Ci verrebbe da pensare: qual è il segreto del suo ritorno? Sicuremente egli ha trovato in Leonardo un amico, sensibile e comprensibile, che l’ ha sempre incoraggiato e anche difeso quando tutti lo accusavano di uscite notturne poco efficaci per il suo rendimento. Un altro fattore determinante è stato la motivazione forte della Nazionale perchè lui vuole fortemente andare in Sudafrica. Tornando al Dinho rossonero, possiamo constatare, che, se il Milan vuole cercare di lottare ancora per un posto in cima al campionato, non può prescindere dal suo asso, bello e concreto più che mai.
Pietro Frisoli


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