Pazza Inter calmati

Josè Mourinho

Josè Mourinho (ANSA)

Pazza Inter, datti una calmata. E già che ci sei, sorseggia una salutare camomilla. Perché ormai la follia ha raggiunto il proprio apice, ed è il caso di darsi una regolata. Lo spettacolo indegno offerto dalla squadra di José Mourinho sabato sera, durante la partita contro la Sampdoria, rischia di avere pochi precedenti nella storia del calcio. C’è chi la chiama cattiveria agonistica, ovvero la sana verve sportiva che richiede tale disciplina. No, signori. Questa è esagitazione, nervosismo elevato alla massima potenza, rabbia, persino rancore. L’Inter di oggi, oltre ad essere una squadra forte, è anche tutto ciò. Un concentrato di elementi negativi, che contribuiscono a rovinare questo sport e ad offrire un pessimo esempio a chi lo segue con passione. In particolare, ai più giovani. Parliamo dei giocatori, apprezzabili per qualità tecniche e  anche per attaccamento alla maglia. Ma quando si esagera, si esagera. Un conto è lottare e dare il 100% per la squadra, ben altro discorso è sbraitare, urlare, protestare e commettere falli reiterati dal 1′ al 90′. E pensare che sabato sera, i due esempi peggiori in tal senso (Materazzi e Balotelli) non erano nemmeno in campo. C’erano però Samuél, autore di falli evidenti e clamorosi conditi da proteste reiterate; Cordoba, nervoso come ogni tanto gli accade, capace di farsi ammonire due volte nel giro di pochi minuti; Stankovic, il più isterico di tutti, urlatore di professione, sempre pronto a sbraitare in faccia all’arbitro; Eto’o, che prima simula e poi mette le mani addosso a Tagliavento con sguardo feroce. Comportamenti a dir poco inaccettabili. E poi c’è lui. José Mourinho da Setubal, ovviamente. Il grande capo della Pinetina, colui che tutto può. Un personaggio che in conferenza stampa si permette di ridicolizzare, prendere in giro e talvolta anche insultare i propri avversari, e che in campo si rende protagonista di pittoresche scene da Far West. Si va dalle intimidazioni alle risate ironiche, dalle urla selvagge al gesto delle manette. Ma insomma, si può? Questa è l’Inter, una squadra inspiegabilmente sull’orlo di una crisi di nervi. Eppure, da anni domina in campionato. Dal dopo Calciopoli in poi, qualche aiutino (anzi, aiutone) arbitrale non gli è stato nemmeno negato. Basti ricordare lo scudetto del 2008 strappato alla Roma a suon di rigori fasulli e gol in fuorigioco. E allora, qual’è il motivo di tale rabbia? Siamo in attesa di risposta. Nel frattempo, in segno di protesta, una “panuelada” virtuale la facciamo noi.

Alessio Nardo

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