La 24^ di Serie A tra paradiso e inferno
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lunedì, febbraio 15th, 2010
IN PARADISO: UN POZZI DI FELICITA’

Nicola Pozzi
I meno esperti potrebbero confonderlo con Pazzini, un po’ per quel cognome che sembra il suo diminutivo, un po’ per quella chioma impiastrata con gli stessi litri di brillantina. Invece lui Nicola Pozzi, ci tiene a ribadire che la sua (perfetta) coesione con l’ex viola non significa essere il suo facsimile, tant’è che da quando ha trovato posto stabile in campo, la Samp sembra rinata a nuova vita: quattro vittorie nelle ultime quattro gare e per Pozzi due gol, l’ultimo segnato alla Fiorentina nell’anticipo, uno in meno rispetto a Cassano. Già, Fantantonio ce l’ha messa proprio tutta per farsi relegare in soffitta a suon di screzi con Delneri e la paura dei tifosi blucerchiati era di vedersi una squadra sfibrata dalla guerra intestina e che orfana del suo genio s’inabissasse ancora di più nell’imbuto in cui si era andata a cacciare dopo un inizio folgorante. E invece ecco Pozzi, comproprietà Milan, che non sta facendo rimpiangere Cassano. Pazzo ringrazia e anche grazie al suo apporto ha ripreso a segnare in nome di Lippi. Che forse a giugno potrebbe confondersi e convocare il suo facsimile.
ALL’INFERNO: FIORENTINA, L’ABITO NON FA IL MONACO

Alberto Gilardino
C’è il Bayern Monaco, e meno male. Meno male perché molto probabilmente solo un prestigiosissimo ottavo di Champions, conquistato a pieni punti e a pieni voti, è in grado di dare linfa alla Viola e riconsegnarle l’entusiasmo che sotto la Fiesole manca dall’incipit dell’anno solare. Prandelli è stato tradito da contingenze perseguitanti (vedi Mutu e la sua maximulta datata un secolo fa), da punte spuntate (vedi Gilardino che sembra improvvisamente tornato quello del Milan: spalle alla porta ma la porta dov’è?), da una difesa indifesa (giusto aver mandato via Dainelli). Non basta un Bolatti incastrato di fretta e furia tra retroguardia e centrocampo per sgravare Montolivo dai compiti di copertura, non basta nemmeno un Vargas che in ogni gara si fa l’Arno andata e ritorno. C’è bisogno di una sterzata psicologica, perché quella vista sulla risaia di Marassi era una Fiorentina che faceva ridere per non piangere, e perché la B è a pochi isolati. Per questo, meglio pensare al Bayern, a una missione possibile. Coraggio Fiore, sei l’orgoglio d’Italia. Poi vedrai che ritroverai il tuo di orgoglio, in Italia.
Joni Scarpolini

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