Roma e la zona “cesaroni”
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martedì, febbraio 2nd, 2010

Claudio Ranieri (ANSA)
La perla di tacco autografata da Stefano Okaka all’88′ contro il Siena ha regalato al popolo giallorosso un’altra immensa soddisfazione. Altri tre punti in classifica, prezioso fieno in cascina per la Roma di Claudio Ranieri. Sempre a testa alta contro ogni difficoltà, la squadra capitolina dimostra di non mollare mai e crederci fino all’ultimo istante di recupero. In questa stagione, sono ben 10 i punti conquistati nei minuti finali.
IL COMMENTO – La chiamavano “zona Cesarini”. Ma ormai, nella Capitale, è stata ufficialmente rinominata “zona Cesaroni”, prendendo spunto dalla romana (e romanistissima) serie televisiva di Mediaset. Il momento cruciale, gli attimi fatali in cui si decidono risultato e destino di un match. E proprio lì che bisogna tirar fuori il vero spirito da gladiatori. Senza paura né timori, ma con tanto coraggio. Non è un caso che la Roma di oggi sia questa, grazie all’arrivo di un romano in panchina. Claudio Ranieri, sempre chiaro e conciso davanti ai microfoni, lo ha detto. Quando affrontava i giallorossi da avversario, notava in loro dei limiti caratteriali. Una sorta di tendenza a mollare nei momenti difficili. Intendiamoci, la Roma di Spalletti era tanta roba. Bel gioco e risultati son lì a dimostrarlo. Ma Claudio è stato super nel perfezionare ciò che non andava bene, e le differenze rispetto al passato sono evidenti. Questa squadra bada al sodo, restando sempre corta in campo, difendendo bene e pungendo con le proprie frecce. Tutti sono importanti, nessuno escluso. Non è un caso che a confezionare il 2-1 di domenica scorsa contro il Siena siano stati due giocatori con la valigia in mano: Pit ed Okaka. Demotivati? Nemmeno per sogno. In questa Roma chiunque entra in campo svolge il suo compito, da vero soldato. E chi non offre risposte adeguate (vedi Cicinho e Ménez), finisce per trovare poco spazio. Questa mentalità collettiva ha il risultato di non produrre cali di tensione. Concentrazione massima e personalità, anche nei minuti finali. L’ormai celebre zona Cesaroni, che ogni avversario sta iniziando a temere.
Alessio Nardo

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