Per la Lazio una crisi annunciata
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giovedì, novembre 12th, 2009

Claudio Lotito
Era iniziata nel migliore dei modi la stagione biancoceleste, dopo che gli uomini di Ballardini avevano sollevato nel cielo del Sol Levante la Supercoppa Italiana vinta contro l’Inter. Anche in campionato c’era grande attesa, ma dopo le prime due vittorie iniziali la Lazio sembra aver imboccato la strada di un lento declino.
I numeri non lasciano dubbi: è crisi profonda. Dopo le due vittorie nelle prime due uscite di campionato, la Lazio ha collezionato nelle seguenti 10 partite disputate la miseria di 5 punti, frutto di altrettanti pareggi. La vittoria, insomma, manca dal 29 Agosto. In settimana poi, i biancocelesti hanno rimediato una batosta in campo europeo (1-4 in casa del Villarreal). La serie B, ad oggi, dista solo 2 punti.
La crisi ha ormai investito tutto l’ambiente. Dopo il gol contro il Milan, Zarate ha “zittito” la curva laziale evidenziando un grande nervosismo. Lotito ha messo da parte le sue caratteristiche uscite in lingua eterna, ordinando il ritiro e il mai opportuno silenzio-stampa. Qualche calciatore ha sbottato: “Così ci ammazza”, riferendosi al ritiro punitivo di Norcia. Anche l’esperto tecnico Ballardini ha perso le staffe, accusando la squadra senza mezzi termini: “Non siete un gruppo. Ognuno pensa per conto pro¬prio, c’è chi è invidioso dell’altro, siete divisi in gruppetti. Non giocate più di squadra”. Quando poi tutto gira male, come adesso, si torna a parlare dei “dissidenti”, o peggio ancora, del toto-allenatore; chi scrive bada alla concretezza, il resto è solo fumo buttato negli occhi dei tifosi.
I “dissidenti” meritano comunque una considerazione. Senza dubbio potrebbero apportare un contributo importante, in fondo stiamo parlando di gente come Ledesma e Pandev, ma sicuramente da soli non possono risolvere i problemi di questa squadra. Nelle loro condizioni attuali non avrebbero i 90 minuti nelle gambe, inoltre non hanno mostrato la volontà di partecipare al “progetto” che Lotito porta avanti. Il presidente ha intrapreso una battaglia (anche legale) contro lo strapotere contrattuale di giocatori e procuratori, in netta controtendenza con quanto avviene nel mondo del calcio attuale. Siccome, fino a prova contraria, chi investe nella Lazio è lui, sicuramente avrà avuto i suoi validi motivi, per cui è inutile ora gettargli la croce addosso.
La rosa certo non è stata potenziata, questo è vero. Ma tutti sappiamo che la Lazio paga ancora oggi lo scotto di gestioni precedenti scellerate. La squadra mantiene comunque nove degli undici giocatori titolari che l’anno scorso hanno vinto la Coppa Italia. E’ un gruppo giovane, sappiamo che i giovani non hanno un rendimento costante e richiedono molta pazienza. Senza dubbio le potenzialità per riprendere a fare bene ci sono, bisognerà solo dare credito a Ballardini che in questo momento deve preoccuparsi principalmente di amalgamare questi uomini e formarne un gruppo. La sosta permetterà ai giocatori di allenarsi e confrontarsi, per ritrovare quell’unità di intenti fondamentale per tornare a fare i risultati che la stessa squadra e i tifosi meritano. Leonardo e il suo Milan lo insegnano, mai dare una squadra di campioni per bollita con troppa superficialità.
Andrea Piccolo

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