Bobo batte cassa, chiede 21 milioni a Inter e Telecom
- giovedì, 12 novembre 2009
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Christian Vieri
Christian Vieri ha da poco detto basta con il calcio giocato, non ha più voglia di giocare ma prima di dedicarsi totalmente ad altro vuole far chiarezza sulla vicenda di spionaggio che lo ha visto coinvolto ai tempi della sua militanza all’Inter, chiedendo 21 milioni di euro di danni, 9 all’Inter e 12 alla Telecom. Bobo ha raccontato tutto in un’aula giudiziaria, nel corso dell’udienza della causa che lo vede opposto a Inter e Telecom per la presunta attività spionistica ai suoi danni. Vieri ha spiegato quali erano, a suo dire, i termini del contratto che lo aveva vincolato dal 2002 alla società nerazzurra: il 70% sarebbe stato pagato dall’Inter, il 30% da Telecom per la quale il calciatore fece da testimonial per una campagna pubblicitaria. Questo, secondo Vieri, per pagare meno tasse.
«Voglio precisare – ha spiegato Vieri nell’udienza – che quando fu rinnovato il mio contratto con l’Inter nel 2002, l’Inter mi disse che per pagare meno tasse mi avrebbe corrisposto solo una parte della cifra che avevamo pattuito, mentre un’altra parte me l’avrebbe fatta corrispondere da Telecom ed io avrei dovuto fare il testimoniai per Telecom».
«Per l’attività di testimonial sono stato pagato da Telecom; aggiungo che di questa questione io non ho mai parlato con nessuno di Telecom avendo parlato unicamente con il signor Ghelfi dell’Inter e concordando con lui che circa il 70% della cifra che la squadra mi doveva pagare la pagasse l’Inter e il restante 30% la pagasse Telecom in virtù di un contratto da testimonial».
«Il contratto con Telecom – ha concluso il calciatore – aveva l’importo di tre milioni di euro per la durata dei cinque anni del contratto con l’Inter. Ho effettivamente svolto l’attività di testimonial per Telecom. Non mi risulta la presenza di accordi scritti in merito alla suddivisione del mio compenso nel modo che ho descritto».
Ecco anche la testimonianza di Melissa Satta, attuale compagna di Vieri, ascoltata come testimone nella causa che vede opposti l’ex calciatore e l’Inter e la Telecom.
«Non l’esclusione dalle convocazioni per il Mondiale tedesco del 2006 ma le prime notizie relative a pedinamenti e intercettazioni sono state la causa dell’insonnia che tormenta Christian Vieri». Nel corso della sua deposizione, la Satta ha ricordato che «quando apprese la notizia relativa ai Mondiali era triste e molto dispiaciuto, ma non aveva problemi di insonnia», mentre le prime notizie di stampa del settembre del 2006 circa la raccolta dei tabulati telefonici di Vieri lasciò entrambi «allibiti».
«Prima dormiva regolarmente – ha ricordato la Satta – ma, quando sui giornali scoppiò la vicenda delle intercettazioni faticava a dormire di notte, penso per l’ansia e la preoccupazione e tuttora manifesta problemi di insonnia».
Secondo quanto ricostruito dalla sua compagna, l’ex giocatore dell’Inter non prese farmaci per evitare problemi con il doping, ma si rivolse a uno specialista, «un medico, uno psicologo, in relazione ai problemi di insonnia».
«Prima del settembre del 2006 uscivamo spesso, quasi tutte le sere e andavamo a feste, successivamente e anche oggi non lo facciamo più e comunque molto più di rado».
«Da quella data – spiega la soubrette – Vieri è molto agitato e “sul chi va là” e manifesta timore di essere seguito e ciò anche oggi, anche se in modo meno acuto. Ricordo che all’epoca parlammo anche di ingaggiare una guardia del corpo – conclude la Satta – cosa che poi non facemmo».
Soddisfatto l’avvocato di Vieri, Danilo Buongiorno:
«C’è grande soddisfazione. Ora dovremo valutare attentamente gli atti penali acquisiti in questa causa, dove sono emersi fatti gravi che potrebbero portare anche alla riapertura del processo disciplinare. Ci rivarremo anche davanti alla giustizia sportiva».
L’ACCUSA DI VIERI
Sono stato oggetto di attività di spionaggio dal 2002 al 2004, consistente in intercettazioni telefoniche, investigazioni e pedinamenti ad opera di dipendenti Telecom su commissione di dirigenti Inter.
LA DIFESA DELL’INTER
E’ stata richiesta un’attività di osservazione di un tesserato in relazione a condotte e orari non conson ad un atleta professionista. L’attività investigativa non ha integrato condotte penalmente rilevanti, nè è consistita in intercettazioni telefoniche illegali.
LA CURIOSITA’: verità o bufala?
Dopo l’udienza di Vieri, sul web sono uscite alcune dichiarazioni delle quali non si hanno fonti attendibili, a riguardo un presunto piano di Moratti di far fuori le dirette concorrenti in campionato facendo scoppiare il caso Calciopoli:
VIERI: “I giocatori dell’Inter firmarono una clausola dove non dovevano rivelare il piano Moratti-Telecom di elimininare le squadre più forti penalizzandole dalla serie A, unico modo per dar vita al ciclo Inter. Sono pronto a far vedere il documento, tutti sapevano, sono stato ingannato perchè spiato telefonicamente, non mi riesco a tenere dentro queste cose”.
“Mi dispiaceva per la Juventus perchè ho affetti con loro, lo stesso per il Milan, ma credevo di fare del bene al mio presidente che come doppie personalità ne ha da vendere”.
L’AVV. BUONGIORNO: “Questa volta gli scudetti tornerebbero al loro posto, l’Inter sarà declassata da tutto ciò vinto finora e finalmente si farà chiarezza su chi è davvero Moratti e non solo”.
Gaetano Alfano
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