Il Pallone d’oro doveva essere una questione tra Sneijder e Xavi
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mercoledì, gennaio 12th, 2011

Lionel Messi
Non sempre vince il migliore. Il Pallone d’oro a Messi stravolge il luogo comune, annulla la banalità: puoi arrivare primo anche se non lo meriti fino in fondo, puoi salire sul gradino più alto del podio anche se stavolta non sei veramente il numero uno. Lionel è tra i giocatori più forti del mondo, certo, ma i giurati del premio assegnato da France Football e dalla Fifa - un centinaio di giornalisti e circa duecento citì con altrettanti capitani dalle varie Nazionali – hanno votato il giocatore sbagliato. Doveva essere una questione tra Sneijder e Xavi, questa. Il Pallone d’oro andava assegnato a uno di loro. Wesley ha vinto tutto con l’Inter e ha trascinato l’Olanda in finale al Mondiale sudafricano, Xavi quel Mondiale l’ha vinto da assoluto protagonista. Il terzo posto è un’inutile consolazione, figurati il quarto di Sneijder. E Iniesta? Il grande favorito alla fine è arrivato secondo. Giusto, stavolta. Non può bastare un gol, anche se è il più importante, anche se è il gol che decide un Mondiale, per essere eletto il giocatore più forte del pianeta. Pure Andres, comunque, lo avrebbe meritato più di Messi, che bissa il successo della passata edizione.
Qui bisogna mettersi d’accordo: se il Pallone d’oro si assegna al migliore in assoluto allora la scelta di Messi è più che condivisibile, ma è assurdo che nei primi tre manchi Cristiano Ronaldo. Se invece, come è sempre accaduto, il vincitore viene scelto in base a ciò che ha vinto durante l’anno, questa volta Leo non c’entra nulla. E’ arrivato primo nella Liga col Barcellona, d’accordo, e però c’era anche Xavi. E’ uscito in semifinale in Champions League e ha deluso al Mondiale, dove non ha segnato neppure un gol. Allora perché Messi? Forse per premiare il Barça, ma nel Barça c’è sempre anche Xavi. Boh.
Leo bacia il trofeo davanti ai flash dei fotografi, che sgomitano per lo scatto migliore. Il primo a non aspettarselo è proprio lui. All’annuncio del vincitore Messi si guarda attorno, balbetta, evidenzia una certa incredulità anche nelle interviste, appena dopo i ringraziamenti di rito: «Xavi e Iniesta meritavano di vincere questo premio, anche perché hanno alzato la Coppa del mondo. Sono sorpreso…». Sorpreso, sì. Come Sneijder, come Xavi, come Iniesta. Gode solo Sepp Blatter: «Nessuno può discutere Messi». Certo, però si può discutere sulla nuova formula del premio e sul verdetto finale. Mentre José Mourinho riceve il riconoscimento di miglior allenatore del 2010 – e qui non ci sono dubbi – Sneijder e Xavi controllano la lista dei ventitrè candidati e si consolano. Manca Milito.
Filippo Merli

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