Cavani è il trascinatore del Napoli ma senza di lui gli azzurri fanno fatica
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martedì, gennaio 11th, 2011

Edinson Cavani (REUTERS)
E’ l’anima di questa squadra. Il Napoli ha trovato in Edinson Cavani qualcosa di più di un semplice bomber. Ha trovato un trascinatore, un esempio per i compagni, un idolo per i tifosi, un goleador implacabile. L’attaccante uruguaiano simboleggia alla perfezione il gioco degli uomini di Mazzarri: corsa, sacrificio e giocate sensazionali. La tripletta con la Juve l’ha reso, ove mai ce ne fosse ancora bisogno, l’idolo indiscusso dei supporter partenopei, che gli dedicano ovazioni e cori, sentiti prima solo per un altro talento sudamericano, che a Napoli una ventina di anni prima aveva scritto la storia. Un giocatore dunque insostituibile nello scacchiere di Mazzarri, che ha impiegato davvero poco tempo a far dimenticare il partente Quagliarella sia dal punto di vista del rendimento, sia da quello del legame con la piazza.
Tuttavia, in questa prima parte di stagione, è sembrato che il Napoli, senza l’ex Palermo titolare, non riesca ad esprimersi sui suoi livelli soliti. Ha contribuito sicuramente la mancanza di un vero centravanti di scorta, con l’infortunio di Lucarelli e l’inesperienza di Dumitru, ma è evidente che senza Cavani, gli azzurri facciano fatica in zona gol. Quando infatti Mazzarri, in partite come quella di Cesena, Cagliari o Brescia, l’aveva escluso per esigenze di turn over, è stato costretto ad inserirlo nella ripresa, per riuscire a trovare la via del gol, anche grazie agli assist del numero 7. Un problema evidente dunque, che per ora non preoccupa nessuno in casa Napoli, ma che potrebbe essere un bel guaio per i partenopei in caso di out forzato del giocatore. E’ proprio questo l’ultimo step da superare da parte del Napoli: avere una rosa completa, anche al di là degli 11 titolari; quando anche questo gradino sarà superato, il gap da colmare con le cosiddette big sarà davvero ridotto al minimo, e le prodezze di quel fenomeno sudamericano visto 20 anni fa, non sembreranno così lontane da quelle del Matador Cavani.
Alessio Esposito

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