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Amarcord, emozioni del passato

AMARCORD, EMOZIONI DEL PASSATO: L’oro del Settebello a Barcellona ’92


by Redazione
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mercoledì, gennaio 12th, 2011

Barcelona '92

Il secondo appuntamento con “Amarcord, emozioni del passato” riguarda un’altra impresa epica (le iperboli in questi casi sono più che giustificate) dello sport azzurro. Sto parlando della medaglia d’oro conquistata dalla squadra azzurra di pallanuoto maschile alle Olimpiadi di Barcellona 1992. La finale contro la Spagna rappresenta una delle pagine più straordinarie dello sport nazionale. Piscina Picornell (Montjuic) gremita. In tribuna anche il Re Juan Carlos. La partita, tra tensione, giocate straordinarie, inevitabili decisioni arbitrali a favore della squadra di casa, viaggia su un sottile equilibrio. Inutile aggiungere che il clima in piscina è bollente e la tensione si taglia col coltello. Si va ai supplementari. Ne servono addirittura 6 per assegnare l’oro. 9-8 per gli azzurri. L’Italia è campione olimpica grazie al gol di Gandolfi. Trionfo, storia, leggenda. Ecco come Roberto Perrone racconta la partita sul Corriere della Sera del giorno dopo:

Barcellona, 9 agosto 1992 – Marco D’ Altrui sta cercando un telefono. Deve avvisare suo padre Geppino che in famiglia c’ e’ un’ altra medaglia d’ oro olimpica. Geppino D’ Altrui (oro a Roma ‘ 60) lo sa gia’ , anche se gli fara’ piacere ascoltarlo dalla voce di suo figlio: sara’ stato divorato dalla tensione davanti alla tv, come noi tutti lo siamo stati sulle tribune, ultras inaspettati e improvvisati al cospetto del re in questo momento fantastico. L’ Italia e’ campione olimpico di pallanuoto, ha regalato notti insonni alla favorita Spagna (9.8) grazie a una squadra che ha trasformato la sofferenza di due anni d’ allenamenti nell’ oro della pallanuoto, come a Londra, come a Roma. Tredici ragazzi e Ratko Rudic un allenatore che, purtroppo per altri sport che ne avrebbero bisogno, pensa solo alla pallanuoto e a sua figlia Martina che sta a Belgrado. Italia d’ oro, non c’ e’ decoro nell’ arbitraggio, c’ e’ la solita tremenda cattiveria di chi favorisce la squadra di casa, di chi sbaglia spesso, forse per servilismo, forse per condizionamento, forse per paura. E’ una condanna che la pallanuoto si porta dietro, ma ci puo’ anche stare, perche’ i signori Alfred Carel Van Dorp ed Eugenio Martinez possono favorire qualsiasi squadra, ma non costringere alla resa chi ha nel cuore e nei muscoli la volonta’ di vincere. Eraldo Pizzo lo ha sempre detto: “Non ho mai visto un arbitro far perdere la squadra piu’ forte”. E’ stato cosi’ anche qui, Dragan Matutinovic, c.t. croato della Spagna, abbassa gli occhi, due anni di promesse naufragano a 32″ dalla fine, come prima si e’ disperso Manuel Estiarte, l’ ultimo romantico che, quando gioca contro i nostri, viene sempre cancellato. Dopo quattro tempi regolamentari (1.0, 3.2, 2.3, 2.1), sei tempi supplementari (0.0, 1.1, 0.0, 0.0, 0.0, 1.0), due ore di gioco con i fantasmi di Madrid 1986 (11.10 ai mondiali per la Jugoslavia dopo otto tempi supplementari, gol di Milanovic a 3″ dalla fine), l’ espulsione definitiva di Fiorillo, un rigore concesso a Manuel Estiarte a 42″ dalla fine del secondo supplementare, la grande calma insegnata da Rudic si concretizza al momento piu’ importante: Massimiliano Ferretti passa un pallone d’ oro a Nando Gandolfi smarcatosi sotto porta. Il suo tiro e’ vincente, non c’ e’ spazio per la rimonta spagnola. Arriviamo a questo punto dopo una grande partita che il Settebello domina dall’ inizio con la solita grande difesa e il solito grande Attolico. L’ Italia sta sopra due volte con tre gol di scarto: 4.1 (3′ 49″ del secondo tempo) e 6.3 (4′ 59″ del terzo). I ragazzi sono bravissimi ad annullare le superiorita’ degli avversari (3 su 16 i gol, contro 2 su 8 per gli azzurri, esattamente la meta’ ), a sorvolare sulla tensione che porta all’ espulsione del consigliere tecnico Pomilio e a una rissa tra il secondo e terzo supplementare su cui adesso sorvolano tutti. Il Settebello passa attraverso mille piccole torture. Gli arbitri aiutano la Spagna in due occasioni fondamentali, la risollevano nel terzo tempo regolamentare e le concedono un rigore nel secondo supplementare. Ma la maratona nasce da un gol di Oca a 37″ dalla fine del quarto tempo, proprio quando sta per scadere il tempo concesso alla Spagna, e li’ gli arbitri non c’ entrano, c’ e’ stata una distrazione. A dimostrazione che nella pallanuoto vince il piu’ forte i ragazzi di Rudic arrivano: “Abbiamo dimostrato di non essere un’ Italietta” commenta Mario Fiorillo che con un grandissimo Campagna regge la squadra nei momenti importanti. Ma e’ dal sacrificio di Massimiliano Ferretti, questo gigante ribelle, che arrivano i due gol partita: quello che pareggia il rigore di Estiarte a 20″ dalla sirena del secondo supplementare, e’ suo il passaggio a Gandolfi per la rete del trionfo mentre la rimonta Spagnola si spegne su un palo. Le polemiche sprofondano sotto tredici medaglie d’ oro. Mario Fiorillo, capitano del settebello, non parla degli arbitri. Sandro Campagna invece non si trattiene: “Abbiamo vinto contro gli arbitri e con il contropiede, potevamo fare solo quello perche’ non ci fischiavano piu’ un fallo in attacco”. Ma di questi fischi e di quelli del pubblico non c’ e’ traccia mentre sale la bandiera italiana. C’ e’ una grande gioia, la stessa che Marco e Geppino si saranno raccontati al telefono.

Ecco il video di quella meravigliosa, irripetibile partita:

Simone Salvador (Blog-In: dentro lo sport)

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